Mentre è alle prese con le non semplici trattative per la composizione della nuova giunta, per il sindaco Sandro Parcaroli una buona notizia arriva dal Servizio welfare, cultura e risorse umane del Comune di Macerata. Si tratta della determina con la quale il dirigente Simone Ciattaglia dà il via libera al pagamento dell’indennità per la fine del suo primo mandato da sindaco. Si tratta di una somma non trascurabile – 43.136,93 euro lordi –, che viene corrisposta al primo cittadino sulla base di un decreto del ministero dell’Interno risalente al 2000. Il Viminale, infatti, ha stabilito che alla fine del mandato lo stipendio dei sindaci sia integrato con una somma pari a un’indennità mensile per ogni anno di mandato e proporzionalmente ridotta per i periodi inferiori a un anno. Poiché Parcaroli è rimasto in sella per quasi sei anni (dal 24 settembre del 2020 all’8 giugno scorso, giorno nel quale è stato confermato sindaco al ballottaggio), l’assegno che il Comune gli deve staccare è di poco superiore ai 43mila euro, una cifra ben più alta rispetto a quella dei suoi predecessori. Questo perché, nel frattempo, è lievitata l’indennità mensile percepita dal sindaco (e dagli assessori), sulla base di una legge del governo Draghi che ha più che raddoppiato gli stipendi degli amministratori comunali. Nel caso del sindaco, per esempio, l’indennità lorda mensile è passata gradualmente negli anni dai 4.061,35 euro del 2021 ai 9.660 percepiti dal 2024 a oggi. Sono cresciuti, poi, anche gli stipendi di vicesindaco, assessori e presidente del consiglio comunale. Nel primo caso, si è passati da 3.046 a 7.245 euro; per gli assessori da 2.436,75 a 5.796 euro; per il presidente da 1.218,88 a 5.796 euro. L’indennità di fine mandato, però, viene riconosciuta solo al sindaco e non agli altri componenti dell’amministrazione.