Fino a mille miliardi di dollari all’anno potrebbero essere necessari per l’adattamento agli effetti della crisi climatica nel mondo, da qui al 2050. Lo scrive l’Ipcc, il comitato scientifico sul clima dell’Onu, in una bozza del suo rapporto annuale che uscirà all’inizio del 2022 e che la France Press ha visionato. «I costi di adattamento sono considerevolmente più elevati di quello che si stimava precedentemente», si legge in un riassunto del rapporto di 4000 pagine. «Le disposizioni esistenti per finanziare l’adattamento sono inadeguate di fronte all’ampiezza anticipata degli impatti cilmatici».
Le lancette corrono e al termine dei tempi regolamentari mancano ormai solo poche ore. La Cop26 di Glasgow dovrebbe chiudere i battenti venerdì 12 novembre, ma non è escluso il ricorso ai supplementari per convincere i circa 200 Stati coinvolti ad arrivare a intese all’altezza della sfida posta dal climate change. A margine dei colloqui, in Scozia va in scena uno scontro tutto europeo sul nucleare, che vede Parigi e Berlino su fronti opposti. Giovedì 11 novembre è stata anche lanciata un’iniziativa per lo stop all’estrazione di petrolio e metano, che raccoglie il sostegno dell’Italia.
Nucleare sì, nucleare no
