RIMINISchiacciata dalla gogna mediatica. Stritolata nella morsa di sospetti che hanno ripreso a infuriarle attorno da dopo l’assoluzione dell’ex amante Louis Dassilva dall’accusa di avere ucciso Pierina Paganelli. Sarebbe stata questa condizione di "dolore senza fine", così lo definisce, a indurre Manuela Bianchi, la nuora della pensionata uccisa a Rimini il 3 ottobre 2023, ad assumere una dose sproporzionata di un calmante prescrittole per l’ansia. Un incidente, avvenuto sabato sera, per cui Bianchi è stata costretta a passare le ultime due notti nell’ospedale di Rimini dopo esservi stata trasferita d’urgenza per sottoporsi a lavanda gastrica. Infine, ieri le condizioni della donna sono migliorate e Bianchi è stata dimessa e riportata a casa, sempre in via del Ciclamino ma nell’appartamento del padre. Un abuso di farmaci che però la stessa Bianchi, uscita dall’ospedale riminese, ha precisato come non fosse "un gesto estremo", bensì "un errore. Perché nessun problema si risolve fuggendo. Io volevo solo spegnere per qualche ora quel dolore incessante, addormentarmi e non pensare".

"Questa volta il peso è diventato troppo grande e ho abusato di queste medicine. Le centinaia di parole. Migliaia di giudizi, bugie e offese. Sono cose che possono distruggere una persona". E a seguito del ricovero di due giorni di Bianchi, il polverone sollevatosi sui social non è sembrato attenuarsi. "Continuano a proliferare sui social gravissimi attacchi, insulti, minacce e campagne di gogna mediatica verso Manuela" assicurano l’avvocato Nunzia Barzan e il consulente Davide Barzan, che per questo hanno già provveduto a depositare una decina di denunce nei confronti degli autori dei post, messaggi e commenti più lesivi per Manuela.