In Argentina-Austria Leo Messi prima calcia malissimo un rigore, poi decide la partita con una doppietta: finisce 2-0, l’Albiceleste vola a 6 punti nel gruppo J e il numero 10 sale a 18 gol nella storia dei Mondiali.

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Leo Messi ha rischiato di trasformare l'appuntamento con la storia in una scena quasi irreale. In Argentina-Austria, partita del gruppo J dei Mondiali 2026, il numero 10 dell'Albiceleste si è presentato sul dischetto dopo pochi minuti per il rigore conquistato da Lautaro Martinez. Era l'occasione perfetta: un gol e avrebbe superato Miroslav Klose nella classifica dei migliori marcatori di sempre della Coppa del Mondo. Invece il quasi 39enne (li compirà il prossimo 24 giugno) di Rosario ha calciato malissimo, largo, con un'esecuzione sorprendente per freddezza mancata e qualità del gesto.

Un errore pesante, almeno in apparenza. Perché pochi minuti dopo Messi ha rimesso tutto a posto nel modo che gli appartiene di più: partecipando all'azione, seguendola e chiudendola con il sinistro. Il gol contro l'Austria è il suo 17° ai Mondiali: significa sorpasso su Miroslav Klose, fermo a quota 16, e primo posto assoluto nella classifica dei marcatori della storia del torneo maschile. Un record che fino a pochi giorni fa sembrava al limite dell'impossibile e che Messi aveva invece reso alla sua portata con la tripletta all'Algeria nella prima partita del girone. E poi, nell'ultimo minuto di recupero, il secondo sigillo personale: un altro gol che ha chiuso la partita e ha portato Messi a 18 reti complessive nella storia della Coppa del Mondo, allungando ancora in vetta alla classifica dei migliori bomber di sempre. La serata è diventata così il riassunto perfetto della sua carriera: il dettaglio imperfetto, anche clamoroso, e subito dopo la risposta da fuoriclasse. Il rigore sbagliato non è un episodio isolato. Prima della partita con l'Austria, secondo i principali database statistici, Messi aveva già fallito 32 rigori in carriera tra club e nazionale: quello dei Mondiali 2026 porta il conteggio a 33, un dato che convive con una produzione offensiva fuori scala.