Un italiano su tre accorcia i viaggi per via dei rincari, ma le ferie restano un pilastro del benessere personale. È quanto fotografa la nuova ricerca di Eumetra, agenzia specializzata in ricerca e insight generation, dedicata al significato delle vacanze estive e ai comportamenti di consumo turistico.Il dato più rilevante riguarda la funzione che gli italiani attribuiscono alle ferie: per oltre la metà degli intervistati (51%) servono prima di tutto a staccare dalla pressione quotidiana, dal lavoro e dagli impegni accumulati durante l'anno. Una percezione ancora più diffusa tra i giovani, con il 59% dei 18-34enni che condivide questa priorità. Il 47% le considera invece un'occasione per ricaricare le energie mentali, mentre il 40% le vive come un tempo da dedicare alle persone care.Lontana dagli stereotipi dell'ostentazione social, la vacanza si conferma un'esperienza sempre più intima e personale: solo il 7% degli italiani la considera un'occasione per mostrare il proprio stile di vita.«Il dato più significativo è che gli italiani cercano nelle vacanze qualcosa da ritrovare, non qualcosa da mostrare. Tempo, benessere mentale e relazioni contano oggi molto più dello status», commenta Matteo Lucchi, CEO di Eumetra. «Anche in un contesto di rincari, le ferie restano una priorità perché vengono percepite come un investimento sulla qualità della vita e sull'equilibrio personale». La ricerca mette in luce anche una ridefinizione del concetto di lusso. Per un terzo degli italiani (33%) il privilegio più ambito durante le vacanze è disporre di tempo senza orari, una percentuale identica a chi identifica il lusso nella possibilità di visitare luoghi nuovi. Il contatto con la natura (13%) e il piacere di mangiare bene con calma (11%) seguono a distanza, mentre la disconnessione digitale rimane un tema marginale: solo il 5% indica lo spegnere notifiche ed email come un lusso, dato che raddoppia al 10% tra i più giovani. L'aumento generalizzato dei prezzi ha inciso sull'organizzazione dei viaggi senza però ridurne il peso nella vita degli italiani. Il 33% ha ridotto la durata o il numero delle vacanze programmate, il 21% ha optato per destinazioni più economiche. Quasi un italiano su cinque (18%) ha scelto di mantenere invariato il budget per le ferie tagliando altre voci di spesa durante l'anno, mentre il 17% non ha modificato nulla, considerando le vacanze una priorità irrinunciabile.Quando si tratta di difendere la possibilità di partire, gli italiani sono disposti a sacrificare acquisti personali (23%) e uscite serali (22%), oppure a rivedere alcune caratteristiche del viaggio: mete più vicine (17%), soggiorni più brevi (15%) o alloggi meno costosi (10%). Solo il 13% dichiara che rinuncerebbe alla vacanza piuttosto che intaccare altre spese. Alla domanda su cosa faccia sentire davvero riposati al ritorno dalle ferie, emerge una visione del benessere che va oltre il recupero fisico. Al primo posto si colloca l'aver vissuto momenti significativi con le persone care (22%), seguito dalla riduzione di stress e pensieri legati al lavoro (21%), un bisogno particolarmente sentito dalla fascia 35-54 anni, spesso alle prese con le responsabilità più intense della vita adulta. Completano il quadro la possibilità di fare esperienze nuove e arricchenti (20%) e il recupero di energie attraverso il riposo e il sonno (15%).Il successo di una vacanza, suggerisce la ricerca Eumetra, non si misura nel semplice relax, ma nella capacità di generare relazioni, esperienze e benessere psicologico duraturo. In un'estate ancora segnata dall'incertezza economica, gli italiani scelgono di non smettere di partire: cambiano le modalità, non la volontà.
Rincari, un italiano su tre accorcia i viaggi
La ricerca mette in luce anche una ridefinizione del concetto di lusso
Un terzo degli italiani riduce le vacanze per rincari; il 51% le ritiene essenziali per staccare dal lavoro. L'incertezza economica pressiona il benessere dei lavoratori; per management tech, segnala rischi su retention e necessità di investire in flexible culture.







