A due mesi dall’uccisione del fratello Mohammed, un raid israeliano ha preso di mira il fotoreporter e operatore di Al Jazeera Ahmed Wishah. A Fanpage.it la testimonianza della collega Salma Kaddoumi: “Ahmed era un giornalista estremamente ambizioso”.
Ahmed Wishah a lavoro come operatore per Al Jazeera Mubasher nella striscia di Gaza
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A 25 anni, di solito, si progetta la vita; quella di Ahmed Wishah, fotoreporter e operatore di Aljazeera Mubasher, invece, si è spenta sotto le macerie della casa di un amico, centrata da un missile israeliano sabato scorso. Era nel campo profughi di Bureij, nella Striscia di Gaza centrale, dove il fotoreporter è nato e cresciuto, quando un attacco aereo israeliano ha colpito la casa in cui si trovava a festeggiare i preparativi per le nozze di un un amico, anche lui rimasto ucciso insieme ad un altro giovane palestinese.
Ahmed Wishah guardava al futuro con l’ambizione e il desiderio di chi vuole farcela e sognava, un giorno, di diventare un giornalista internazionale. La fama internazionale, però, la ha avuta da giornalista morto, esattamente come il fratello maggiore, ucciso poche settimane prima da un bombardamento israeliano mirato all’auto su cui viaggiava. Ahmed è l'ennesimo nome che si aggiunge alla lista, ormai lunghissima, dei reporter uccisi nella Striscia di Gaza. È il dodicesimo giornalista di Al Jazeera ucciso da Israele nella Striscia, come riportato dall’emittente qatariota, mentre, secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti, sono almeno 260 i giornalisti palestinesi uccisi dall'ottobre del 2023.













