PADOVA - Riapre ufficialmente questa mattina il bar Clistina di via Ognissanti al Portello. Ieri il Tar del Veneto ha deciso la sospensione del provvedimento adottato dal questore Marco Odorisio un paio di settimane fa che ne aveva decretato la chiusura il 3 giugno.I fatti La decisione era stata assunta dopo un'attività investigativa della polizia degli ultimi mesi che aveva evidenziato la frequentazione del locale da parte di pregiudicati. Ma l'episodio che ne ha decretato la chiusura risale al 31 maggio, quando il bar è stato teatro di una violenta lite: un cliente era stato aggredito da una transessuale brasiliana che gli aveva staccato una parte di orecchio a morsi. Il locale ha però presentato ricorso al Tar che per il momento ha concesso la sospensiva fino al pronunciamento nel merito in un udienza fissata per la metà di luglio.
La solidarietà La notizia è stata annunciata ieri mattina alla titolare dall'avvocato che l'ha assistita nel ricorso. Clistina si è detta travolta dal tanto affetto che le è stato dimostrato e per ringraziare tutti quelli che in questi giorni, per lei terribili, le ha mostrato solidarietà anche raccogliendo delle firme per chiedere la riapertura, ha deciso di offrire uno spritz a tutti. Per ora dunque sono state scongiurate le pesanti preoccupazioni che l'hanno afflitta in questo periodo di chiusura, timori per il suo lavoro, per i dipendenti che come lei in questo periodo hanno vissuto nell'incertezza e per le spese che avrebbe dovuto sostenere durante la chiusura come i 5.000 euro di affitto mensile. Da subito Clistina aveva precisato che la lite si era consumata in strada e che anzi era stata lei a chiamare la polizia.La festa Soddisfatti di questo primo traguardo i promotori della petizione, che ha oltrepassato quota 2.500, come precisa uno degli organizzatori, Mario Saraceni, ieri pomeriggio hanno organizzato un piccolo festeggiamento che ha raccolto una quarantina di persone. Una festa di abbracci, brindisi e tanta fiducia nel fatto che tutta la vicenda si possa concludere nel migliore dei modi. A prendere le distanze dalla petizione era stato il comitato "Stop Degrado" che proprio ieri ha manifestato nella sua pagina social il proprio disappunto sulla sospensiva del Tar con poche parole: «Uno fa e l'altro disfa, impossibile progredire in questo Paese».







