di
Aldo Grasso
Una volta i politici avevano il portavoce, oggi hanno il social media manager. Come Tommaso Longobardi, responsabile della comunicazione digitale di Giorgia Meloni
Una volta il politico aveva il portavoce. Oggi ha il social media manager. E, a giudicare dai risultati, non è chiaro chi dei due abbia una vita più complicata. Prendiamo il caso di Tommaso Longobardi, autore di Senza Maschera. L’ascesa social di Giorgia Meloni. Nel libro racconta come si costruisce la comunicazione di un leader nell’epoca dei social: tra slogan diventati tormentoni, meme e quella sottile alchimia che trasforma una critica in un’opportunità. Una specie di prestigiatore digitale che deve convincere gli elettori che il politico è spontaneo, dopo aver pianificato ogni dettaglio in anticipo.
Presenta il libro in pompa magna e subito gli capita il carico più pesante: la lite Trump-Meloni. La premier, nella replica indirizzata al tycoon scandisce con fermezza: «Una cosa se la deve ricordare: io e l’Italia non imploriamo mai». Frase efficace, patriottica, muscolare. Peccato che, secondo sintassi istituzionale, Longobardi le avrebbe dovuto suggerire: «L’Italia e io non imploriamo mai».








