Il Dreame X60 Pro Ultra Complete arriva sul mercato italiano il 5 giugno a un prezzo di listino di 1.499 euro, con un obiettivo dichiarato: risolvere il difetto storico dei robot aspirapolvere, ovvero la pulizia di angoli, bordi e spazi stretti. È il punto su cui quasi tutti i modelli in commercio mostrano il fianco, lasciando la classica striscia di polvere a qualche centimetro dalla parete. Dopo alcuni giorni di prova in un appartamento con tappeti, mobili bassi e i piccoli ostacoli quotidiani, la promessa appare in larga parte mantenuta. Con un paio di compromessi che vale la pena conoscere prima di spendere una cifra importante. La categoria, del resto, è arrivata a un punto di maturità in cui la potenza di aspirazione bruta non basta più a giustificare la differenza tra un modello e l'altro. I produttori si giocano ormai il confronto sui dettagli: la copertura dei bordi, l'autonomia della stazione, la qualità del software. È esattamente su questo terreno che il nuovo Dreame prova a marcare la distanza dalla concorrenza, mettendo la meccanica al servizio della pulizia di precisione più che dei numeri da esibire sulla confezione.
Bracci estensibili e profilo ribassatoLa soluzione tecnica più interessante riguarda proprio la gestione di angoli e spazi ristretti. Il robot monta un mocio laterale estensibile con doppio snodo, capace di allungarsi fino a 18 centimetri. Nelle prove il braccio è arrivato ad abbracciare le gambe di sedie e tavoli e a infilarsi sotto gli zoccolini, ripassando porzioni di pavimento che un panno fisso, montato al centro della scocca, non raggiunge. Ad affiancarlo c'è una spazzola laterale che fuoriesce fino a 12 centimetri e, sul fronte del corpo macchina, una luce blu radente che lavora in coppia con le telecamere: illuminando il pavimento in obliquo, rende visibile lo sporco che altrimenti sfuggirebbe. Il lavoro sui volumi è altrettanto curato. Il corpo è alto meno di 8 centimetri e la torretta LiDAR si abbassa automaticamente quando serve, così da passare sotto sanitari sospesi e divani a filo pavimento senza incastrarsi. Il robot, inoltre, scavalca ostacoli e gradini fino a cinque più cinque centimetri, una soglia che mette al riparo dalla maggior parte delle soglie domestiche e dei tappeti spessi.C'è poi un accessorio dedicato che merita un giudizio onesto: una piccola spazzolina, da agganciare al braccio, pensata per spolverare il bordo superiore degli zoccolini. L'idea è brillante, ma nella pratica richiede attenzione. Se il robot passa rasente a un mobile leggermente più basso del proprio telaio, la spazzolina tende a urtare e a sganciarsi. Il consiglio, in questo caso, è limitarne l'uso ai soli cicli perimetrali mirati, evitando di affidarle l'intera sessione di pulizia.









