Le tre amiche a bordo transenna, in prima fila, insieme sfiorano i 200 anni. I due fanciulli - poco distanti - non hanno più di sedici anni ciascuno: telefonino tra le mani, strillano le strofe e piangono. E dentro la piazza Mercato protetta dal campanile del Carmine succede così ovunque, tra famiglie, comitive o spettatori in solitaria qua e là (il video).

È un coro gioioso, per la musica. Lo spazio è stracolmo di persone di ogni età. Ed è questo il vero “World Summit” inseguito e desiderato da Enzo Avitabile, che sta sul palco per celebrare la “Festa della Musica” comunale, prodotta da Palazzo San Giacomo. Il sindaco Manfredi e l’assessore Armato sorridono agli ospiti del musicista di Napoli Nord: ossequiano Angelique Kidjo dal Benin e Rokia Traore dal Mali. Con loro, il parterre della serata presenta Sayf – secondo posto all’ultimo Festival di Sanremo, dietro Sal Da Vinci – Luca ‘O Zulù Persico (99Posse), Massimiliano Gallo, Ntò (la metà del rap firmato Co’Sang assieme a Luchè, nonché nipote di Avitabile).

La frustata ritmica dei Bottari prepara il terreno super fertile a Enzo Avitabile che fa capire subito dove siamo, non troppo concettualmente: “Paisà”, canta e danza, con gli occhi feriti e con le mani maestre. Invita la platea ad accogliere il canto “Batonga” di Kidjo – che pure Nanni Moretti ha coccolato per la colonna sonora del film “Caro diario” – e mentre la prima stella africana (65 anni) canta e balla frenetica con la verve di una minorenne, Avitabile infila le liriche di “Nun se jetta l’ammore” a velocità supersonica. “Salvammo ‘o munno”, a seguire, è un saluto commosso al camerunense Manu Dibango. “So’ mmane e nun so’ sorde”, provoca Enzo. La piazza replica euforica nonostante il tormento del clima rovente di questa domenica rara. Tocca ai falsetti di Traorè (52 anni) raggiungere prima “Kenia” e poi “Canta Palestina” in duetto con il padrone di casa. “Diciamolo – spiega Avitabile – Palestina libera. Stop al genocidio”. Intanto nei monovolume del backstage proprio quando Kidjo si allontana in direzione hotel giunge Sayf, rincorso dai fan. Tra un po’ sarà il suo turno però Avitabile ha da cantare “Nun è giusto” e poi convoca Ntò. Insieme, roboanti, eseguono l’introspettiva “Se ti avessi ora” – e nasce la simbiosi con “Chest’è l’Africa” – evocano “Int’ ‘o rione” di matrice Co’Sang, “Nuje vulimmo ‘na speranza” dalla colonna sonora di “Gomorra – la serie” e “Bella ciao”. A mo’ di chierichetto scaltro, in look bianco, il genovese/tunisino Sayf entra in scena per rendere omaggio al canzoniere napoletano.