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Non è ancora finito giugno e l'Italia assaggia già il volto più duro dell'estate. Dalle grandi città alle campagne del Sud, il termometro corre verso i 40 gradi e l'afa notturna trasforma il riposo in un lusso. Ma il caldo estremo porta con sé anche un'altra minaccia: quella dei temporali violenti e dei downburst, raffiche improvvise capaci di abbattere alberi e mettere in crisi interi territori. L'anticiclone di matrice africana che da giorni domina il Mediterraneo ha progressivamente avvolto la Penisola in una cappa di aria rovente. Le temperature, già ben al di sopra delle medie stagionali, sono destinate a salire ulteriormente nei prossimi giorni, con punte che in diverse aree del Paese potrebbero raggiungere i 38-40 gradi. Le regioni maggiormente esposte sono quelle del Centro-Sud, le Isole e le pianure interne del Nord, dove l'assenza di ventilazione e l'elevato tasso di umidità rendono la percezione del caldo ancora più intensa.
#iltempodioshø
A preoccupare gli esperti non sono soltanto i picchi diurni. Il fenomeno più insidioso è rappresentato dalle cosiddette “notti tropicali”, quando le temperature non scendono sotto i 24-25 gradi. In queste condizioni il corpo umano fatica a recuperare le energie, aumenta il rischio di disidratazione e crescono i pericoli per le categorie più fragili: anziani, bambini e persone affette da patologie cardiovascolari o respiratorie. Il caldo persistente, infatti, sottopone l'organismo a uno stress continuo e può determinare un aumento degli accessi ai pronto soccorso e delle richieste di assistenza sanitaria. Il Ministero della Salute ha già innalzato il livello di attenzione in numerose città italiane, invitando i cittadini ad adottare comportamenti prudenti: evitare l'esposizione al sole nelle ore più calde della giornata, bere frequentemente, limitare l'attività fisica all'aperto e prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili. Indicazioni che negli ultimi anni sono diventate sempre più frequenti e che testimoniano come le ondate di calore non siano più eventi eccezionali ma una componente sempre più stabile delle estati mediterranee.











