Windows

Aprire un programma su un PC degli anni ’90 emulato su hardware moderno può risultare sorprendente: c’è anche il museo virtuale con oltre 1700 sistemi operativi storici. Finestre che compaiono all’istante, menu immediati, interfacce che reagiscono senza esitazioni. L’impressione, per molti utenti, è che il software di un tempo fosse semplicemente più veloce. Vi ricordate la polemica intorno al fatto che Windows NT 3.51 (1995) apre più velocemente i programmi rispetto ai sistemi operativi di oggi?

Vogliamo dire la nostra. I computer dell’epoca erano lenti, spesso lentissimi rispetto agli standard attuali, ma gli sviluppatori lavoravano all’interno di limiti rigidi: pochi megabyte di RAM, processori con frequenze inferiori ai 100 MHz, dischi rigidi con prestazioni modeste e sistemi operativi che non potevano permettersi sprechi. Proprio quei vincoli hanno influenzato profondamente il modo di progettare il software.

La riflessione è tornata d’attualità dopo la pubblicazione dell’articolo “Old Software Was Fast Because It Had No Choice“: perché macchine migliaia di volte più potenti sembrano spesso offrire un’esperienza meno reattiva per attività quotidiane come aprire un file, avviare un’applicazione o navigare tra le impostazioni del sistema operativo?