Le porte dell’Hub Logista si aprono come un sipario su un mondo che di solito resta invisibile. Nel grande impianto di località San Guglielmo, all’interno della zona industriale che fiancheggia la statale per Rivalta Scrivia, Riccardo Schiavon - manager delle relazioni esterne - apre le porte di una macchina logistica che muove quasi metà dei prodotti da fumo distribuiti in Italia. Al suo fianco, Valerio Tepedino, National Hubs Director, tratteggia il ruolo strategico del sito tortonese. Poi si entra davvero. Una città nella città: 54 mila metri quadrati, il più grande hub Logista in Italia, al centro del triangolo Milano–Torino–Genova, una delle aree logistiche più strategiche d’Europa. Qui ogni giorno transitano un milione di prodotti da fumo e inalazione, oltre a migliaia di articoli destinati alle tabaccherie. La prima tappa è l’area più antica, il «cuore storico» dell’hub: il reparto tabacco. A guidarci è Federico Fusaro, manager di stabilimento, che racconta processi e numeri mentre camminiamo tra scaffalature alte come palazzi. Qui sono stoccate le stecche di sigarette e da qui partono le scatole destinate ai tabaccai: 15 mila al giorno, un milione di pezzi. Una parte del processo è completamente automatizzata, un’altra affidata a 38 postazioni di prelievo manuale. Fusaro ci mostra anche le Green Box, scatole riutilizzate più volte prima del riciclo, un progetto di economia circolare che nel 2025 ha permesso di risparmiare 1.750 tonnellate di cartone. Riccardo Schiavon parla anche del circuito T-Collect, dedicato alla raccolta e al riciclo delle sigarette elettroniche esauste: grazie a un accordo con il ministero dell’Ambiente e il Centro di coordinamento Raee, Logista ha dotato di appositi contenitori oltre 30 mila tabaccherie, dove i consumatori possono conferire i dispositivi esausti senza obbligo di acquistare nuovi prodotti. Con questo sistema è stato possibile raccogliere 90 tonnellate di e-cig esauste in un poco più di un anno. Si entra poi nella Control Tower, una sala di controllo che sembra uscita da un centro di comando aeroportuale: monitor, flussi, mappe, allarmi, tutto ciò che serve per governare un organismo che non si ferma mai. Da qui si supervisionano i 39 depositi serviti dall’hub, distribuiti in nove regioni, e la flotta di 250 van che raggiunge ogni giorno 27 mila punti vendita. Il percorso prosegue nel nuovissimo reparto dedicato ai device elettronici, dove gli ordini vengono preparati e spediti direttamente al cliente finale per conto dei produttori. Un segmento in forte crescita, che richiede processi dedicati e un livello di tracciabilità elevatissimo. Infine, il Retail, la più recente evoluzione del modello Logista: un catalogo di oltre 4 mila referenze – dagli snack agli occhiali da lettura, dagli accendini ai prodotti per la persona – che permette alle tabaccherie di diventare veri punti convenience. Un settore che racconta la diversificazione dell’azienda e la sua trasformazione in operatore multicanale. L’hub è certificato Breeam Very Good (un riconoscimento internazionale di sostenibilità per gli edifici, che attesta un punteggio superiore al 55%), illuminato interamente a Led e in fase di ulteriore transizione energetica: sono in arrivo un impianto fotovoltaico da 500 kW in copertura e un campo da 1 MW nelle aree adiacenti. Il fatturato della logistica in provincia di Alessandria vale un miliardo con 128 aziende attive. Negli ultimi dieci anni, soprattutto dopo il Covid, che c’è stata un’accelerazione senza precedenti. Tutto parte da Casei Gerola, primo paese lombardo oltre confine, lungo l’A7: con l’Expo Milano sono cresciuti capannoni come se non ci fosse un domani. Da lì si approda in provincia, prima a Castelnuovo Scrivia, poi appunto a Tortona dove lungo quella direttrice Aquila Capital ha creato il Green Logistic Center da circa 300 mila metri quadri e adesso Cushman & Wakefield stanno piazzando un altro magazzino da 100mila metri quadri. Tutto questo prima di biforcare: verso Alessandria si va al polo di Logista, mentre verso Novi-Pozzolo gli storici Logistica Gavio e Rivalta Terminal e i nuovi magazzini dei cinesi di Aosom, quelli della Romani, recentemente acquisita dell’olandese Steinweg. In direzione Bosco Marengo i bresciani della Fap hanno completato il primo lotto di un investimento da 500 mila metri quadrati. C’è ancora spazio? «Non tantissimo – dice Matteo Ferraris, responsabile logistica di Confindustria Alessandria -, il problema più urgente è quello delle infrastrutture, soprattutto viabili».
Dentro il polo Logista di Tortona, l’hub più grande d’Italia: “Serve il triangolo Nord Ovest”
Circa 54mila metri quadri, è strategico in Europa per lo stoccaggio merci







