HomeArezzoCronacaIl riscatto di Sant’Andrea. La lancia che premia il lavoro oltre le partenze eccellentiNel giro di pochi anni si è trovato a veder partire Gianni e Vedovini che si sono portati dietro i tre debuttanti di sabato ma ha lavorato in silenzio e con qualità .Festa biancoverde: la gioia del rettore Carboni e dei giostratori Montini e MarmoriniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa magica notte biancoverde è arrivata dopo mesi trascorsi a rincorrere risposte, dopo le separazioni eccellenti e una fase di ricostruzione vissuta lontano dai riflettori. In piazza Grande, però, Sant’Andrea ha trasformato ogni dubbio in una certezza, conquistando la lancia d’oro dedicata al centenario di Unoaerre. Il quarantesimo successo biancoverde certifica la capacità di un quartiere di ripartire quando il terreno sotto i piedi sembrava sgretolarsi. Gli addii di Enrico Vedovini e Martino Gianni avevano chiuso un ciclo che pareva destinato a durare ancora a lungo. Con loro si erano aperte nuove strade anche per altri protagonisti cresciuti tra Peneto e piazza San Giusto, dando vita a una diaspora tecnica che aveva coinvolto i nomi più importanti della nuova generazione come Bruni, Vedovini e Tavanti. Sant’Andrea ha ricostruito in silenzio, affidandosi ancora al lavoro di Manuele Formelli e coinvolgendo anche l’ex riserva di lungo corso Mauro Piantini.