HomeUmbriaCronaca"Cantieri permanenti sul raccordo". Rabbia dell’Unione consumatoriDiffida inviata ad Anas, Regione, Provincia e Procura. "Chiesto cronoprogramma aggiornato dei lavori" .Cantiere stradaleRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciL’Unione nazionale consumatori Umbria ha inviato una diffida ad Anas, Regione Umbria, Provincia di Terni e Procura di Terni sulle condizioni del raccordo autostradale Terni-Orte. "La diffida documenta come, da oltre quattro anni – si legge su consumatoriumbria.it –, il raccordo Terni–Orte sia interessato da cantieri pressoché permanenti, in particolare all’interno della galleria di San Pellegrino e sul viadotto in prossimità dell’uscita di Narni, dove la circolazione avviene ancora su singola corsia con alternanza dei sensi di marcia, determinando code sistematiche e condizioni di estrema pericolosità. I cantieri “non vengono mai definitivamente rimossi o conclusi” con la riapertura continua di nuovi tratti di lavorazione". "La nostra diffida – si legge ancora – chiede formalmente agli enti di comunicare entro 30 giorni il cronoprogramma aggiornato di tutti i cantieri attivi, con date di avvio, fasi di completamento e chiusura definitiva; fornire documentazione sulle misure di sicurezza adottate, con riferimento all’art. 21 del Codice della Strada; adottare con urgenza tutti i provvedimenti necessari a garantire la sicurezza della circolazione; rispondere alla nostra comunicazione del 2022, a tutt’oggi senza adeguato riscontro". Già perché l’Unione consumatori Umbria ricorda sul proprio sito on line che "il primo dicembre 2022, a seguito di due gravissimi incidenti avvenuti il 30 novembre di quell’anno, di cui uno mortale che ha strappato la vita a un giovane di 33 anni, l’Uncu inviava una formale comunicazione ad Anas Umbria, Regione Umbria, Provincia di Terni e Procura di Terni. In quella lettera denunciavamo una situazione già allora intollerabile: da oltre quattro mesi, su un tratto di circa 25 km, si susseguivano cantieri continui nella galleria di San Pellegrino e sul viadotto all’uscita di Narni, con circolazione su una sola corsia e svincoli chiusi, come quello di Amelia e Narni Scalo, che costringevano gli automobilisti a percorsi alternativi più lunghi e rischiosi. Denunciavamo le “vere e proprie gimkane” a cui erano costretti gli utenti, con rallentamenti, accelerazioni brusche e distrazioni forzate, in un contesto che già allora configurava una “trappola” per l’incolumità pubblica. Quella lettera è rimasta senza alcun riscontro concreto. Quattro anni dopo, l’Uncu è costretta a constatare che la situazione si è ulteriormente aggravata".