GEMONA - Il pressing durava da un po’ di tempo. Tutto in casa FdI. Da una parte il ministro friulano Luca Ciriani, dall’altra Giorgia Meloni. In mezzo quel raduno triveneto degli alpini a Gemona, luogo simbolo del terremoto del 1976 che il 6 maggio, in occasione del cinquantesimo anniversario, aveva già ospitato la premier. E Ciriani confidava nel bis, paradossalmente favorito proprio dall’affaire Trump e dal «sano bisogno di un po’ di orgoglio nazionale» rivendicato dalla presidente del Consiglio.
«Si è trattato di un gesto straordinario, mai successo nella storia del Friuli - dice Ciriani - La premier è rimasta colpita quando venne a Gemona il 6 maggio dalla storia del Friuli. Si tratta di un gesto di amore e di gratitudine verso la storia di questa terra, verso la ricostruzione e verso gli alpini». Quanto ha inciso il suo lavoro nel convincere la premier? E quanto il caso Trump? «Ho iniziato a parlarle di un suo ritorno in occasione del raduno degli alpini proprio il 6 maggio, mi aveva spiegato che le sarebbe piaciuto ma che giugno era un mese complicato per l'agenda. Ho cercato di insistere, gliel'ho ricordato anche la scorsa settimana. Era possibilista, ma dopo il G7 e quanto accaduto con Trump temevo che questa possibilità svanisse. Abbiamo mantenuto il riserbo fino all'ultimo, fino a quando non c'è stata la certezza del suo arrivo. Credo sia stato un segnale di fiducia, di grande attenzione e di rispetto». Quando ha saputo, quindi, con certezza che sarebbe arrivata a Gemona? «Sabato sera mi ha detto che voleva esserci, ma di non rendere pubblica la cosa. Solo alle 9 di mattina, quando è salita sul volo mi ha autorizzato ad ufficializzare la sua venuta e così ho fatto. Non è stato facile, ma credo che alla fine sia stata felice di aver accolto il mio pressing, perché la risposta spontanea ed entusiasta di tutta la gente a Gemona è stata magnifica ed emozionante». Il Friuli oggi conta di più a Roma rispetto al passato? «Questo devono deciderlo gli elettori. Da parte mia sto facendo tutto quello che è in potere per valorizzare il Friuli e la sua storia e per dare ai cittadini ciò che meritano. Preferisco però che siano i fatti a parlare, come ogni buon friulano. Giorgia Meloni in questo è molto friulana, perché preferisce parlare poco e fare tanto, non teme la fatica, è concreta e ama il lavoro. Come la nostra gente non molla mai e smette solo quando ciò che sta facendo è concluso, non perché è stanca». Quali risultati concreti può rivendicare il territorio grazie a questo rapporto diretto con Palazzo Chigi? «Potrei elencare molti risultati, dalla risoluzione di alcuni problemi con la terza corsia, al Porto di Trieste, alla votazione dello Statuto per l'Autonomia per la reintroduzione delle Province, alla garanzia degli spazi di autonomia finanziaria, ma anche la nuova costruzione del carcere di San Vito, o la Capitale della Cultura 2027... Credo inoltre ci sia molto rispetto dell'autonomia di questa regione». C'è un messaggio particolare con queste visite? «Il messaggio è di gratitudine. Un grande ringraziamento al Friuli e agli alpini per quanto fanno e hanno fatto. Riconoscenza verso una comunità che dopo il terremoto e la devastazione ha dato una lezione di rinascita». Cosa può insegnare oggi il Friuli al resto d'Italia? «La ricostruzione è un modello non solo fisico, ma è un modo di reagire, un esempio di forza della comunità. In Friuli non si è ricostruito solamente dov'era e com'era, ma meglio di prima. Il Friuli è l'esempio di come si possa reagire alla tragedia più grande, è segno di speranza, efficienza e serietà, è incitamento per gli altri». Due visite di un presidente del Consiglio in cinquanta giorni. Evento inedito. «Noi friulani dobbiamo essere orgogliosi di come ci vedono gli italiani, perché tutti ammirano il nostro spirito, qui non si piange, non si parla, ma si lavora. Questo anniversario ha fatto riscoprire tutto questo, e la forza della ricostruzione che è stata possibile grazie a un buon governo senza appartenenze politiche. Sono valori di cui andare fieri, e attestazione più grande non poteva essere che la visita del Premier». Ministro Ciriani, qual è l'immagine della giornata di Gemona? «La gioia di aver visto l'emozione negli occhi delle persone, delle signore che non credevano di avere davvero di fronte Giorgia Meloni. La spontaneità dei loro gesti, la felicità di essere testimoni di un momento speciale».











