PER NON DIMENTICARE. Alle 19:02:50 del 21 dicembre 1988 un ordigno al plastico esplode nel vano bagagli del Boeing 747-121 Pan Am, lungo la tratta Londra-Ny. Muoiono tutti i 243 passeggeri e i 16 membri dell’equipaggio.
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Una strage che nel mondo anglosassone è percepita ancora come «un evento enorme», capace di dar luogo a fondazioni, libri, documentari, film, serie tv, borse di studio, «banchi di chiese», mostre e celebrazioni annuali. «Lockerbie» (Laterza, 2026, pp. 147, euro 16) è titolo e materia prima dell’ultimo libro del giornalista Rai Giorgio Zanchini.
Alle 19:02:50 del 21 dicembre 1988 un ordigno al plastico esplode nel vano bagagli del Boeing 747-121 Pan Am, lungo la tratta Londra-Ny. Muoiono tutti i 243 passeggeri e i 16 membri dell’equipaggio. I resti di 10 persone non verranno mai ritrovati. I pezzi dell’aereo e del suo contenuto precipitano sulla cittadina scozzese di Lockerbie, 4.000 abitanti. Altri 11 morti, di cui tre bambini. Di Mary Lancaster, 81 anni, resta solo la protesi di metallo al ginocchio. Il più micidiale attacco terroristico della storia del Regno Unito, uno dei più gravi della storia europea. Zanchini ricostruisce, a distanza di quasi quarant’anni, i fatti, le prime testimonianze, i servizi giornalistici e televisivi a caldo (in Italia, Francia, Gran Bretagna, Usa), le dichiarazioni dei politici, le telefonate-warning cui non era stato dato seguito e le relative discussioni, le indagini, il lungo iter giudiziario, i molti dubbi che ha tutt’altro che estinto. La verità processuale, la sentenza di Camp Zeist individua in Abdelbaset Ali Mohmed al-Megrahi, agente segreto libico, l’unico condannato per la strage. Ma controversie e perplessità sono ancora vivissime, anche presso gli abitanti di Lockerbie con cui Zanchini ha parlato.






