L'estate del Catania non sarà soltanto quella del mercato, ma soprattutto quella delle decisioni strategiche. Dopo una stagione 2025/26 chiusa tra luci e ombre, la dirigenza rossazzurra è chiamata a delineare il futuro di una squadra che dovrà necessariamente rilanciare le proprie ambizioni senza ripetere gli errori del passato. La parola d'ordine sembra essere una sola: sostenibilità. Ma attenzione a non confondere sostenibilità con ridimensionamento. Negli ambienti vicini al club, infatti, filtra la convinzione che il Catania non abbia alcuna intenzione di abbassare l'asticella degli obiettivi. Piuttosto, la proprietà starebbe lavorando per costruire una squadra più equilibrata, con investimenti mirati e una maggiore attenzione alla valorizzazione dei giovani. Meno spese impulsive, più programmazione. Un cambio di approccio che potrebbe rappresentare una svolta rispetto alle ultime stagioni.
ADDII. La prima questione riguarda i giocatori in scadenza di contratto. Alcuni addii sembrano ormai scontati. Tra questi figura sicuramente Alessandro Celli, il cui percorso in rossazzurro appare arrivato alla conclusione naturale. Anche il futuro del capitano Francesco Di Tacchio sembra lontano da Catania. Il centrocampista ha garantito esperienza e personalità, ma l'età, il contratto in scadenza il 30 giugno 2026 e le sue dichiarazioni di Ascoli hanno portato la dirigenza etnea a optare per una separazione. Situazione simile per il portiere Klavs Bethers. La permanenza del lettone, anche lui in scadenza tra pochi giorni, appare oggi difficile, soprattutto perché il ragazzo ha voglia e necessità di giocare. Ai saluti, salvo colpi di scena che potrebbero essere legati al nome del nuovo tecnico, anche Andrea Allegretto. Discorso a parte per Francesco Forte. L'attaccante rossazzurro, autore di 8 reti nella passata stagione, era arrivato in prestito dall'Ascoli e sembrava destinato a rinnovare con la società etnea. Il futuro del centravanti romano, invece, rappresenta uno dei casi più delicati dell'estate rossazzurra. Le sue qualità non si discutono, ma rendimento, costi e prospettive dovranno essere attentamente valutati dalla dirigenza. Ad oggi, una sua conferma appare complicata, anche se non impossibile.






