di
Nicolò Franceschin
Quante emozioni in questi giorni per il difensore della Norvegia: prima il gol all'esordio, poi la nascita del figlio
Forse neanche un regista sarebbe stato in grado di scrivere una sceneggiatura così emozionante. E, forse, neanche Ostigard stesso si sarebbe potuto immaginare un inizio di Mondiale del genere. Perché se da una parte era prevedibile la nascita del figlio, dall'altra non era così facile pensare a un esordio al Mondiale con vittoria e gol (il primo segnato nella competizione da un giocatore della serie A). Difficile, ma non impossibile. Il film ha preso forma. Nella notte tra il 16 e il 17 giugno la partita nella Norvegia contro l'Iraq e la rete al debutto. Il 20, invece, l'arrivo del primogenito. Il difensore è riuscito ad assistere al parto nonostante i tanti km di distanza. Come ha fatto? Via FaceTime.
Ma nessuna sorpresa. A differenza di Doku, che ha chiesto in caso di nascita del figlio di poter lasciare il ritiro del Belgio per raggiungere la compagna in Inghilterra, Ostigard aveva chiarito giù tutto prima di partire. Il centrale del Genoa, infatti, aveva informato che, salvo eventuali complicazioni, sarebbe rimasto con i compagni per evitare di saltare i match della sua Norvegia: «Mi dispiace. Ma mi stanno accadendo due delle cose più importanti della vita, tutte insieme. Potrei non essere presente e non vedere mio figlio per alcune settimane. È davvero terribile - le parole al podcast Bakrommet - . Dovrò solo dirgli, un giorno, come mai papà non c'era. Risolveremo la situazione nel miglior modo possibile. Ma Succede». E così è successo. La bella notizia è stata festeggiata dal giocatore insieme alla squadra come si può vedere nel video pubblicato sui social della Nazionale. «Sono completamente esausto anch’io, ma è stato assolutamente incredibile. Lei è stata bravissima, non c’era molto che potessi dire: dovevo solo aiutarla durante il travaglio e far nascere il bambino. Sono orgoglioso, è stato straordinario. Quando l’ho visto per la prima volta, sono rimasto senza parole. È senza dubbio l’esperienza più bella che abbia mai vissuto», le parole del giocatore.










