Due persone, vicine al clan Cappello di Catania, sono state arrestate per tentato omicidio, porto e detenzione illegale di arma con l’aggravante del metodo mafioso. In cella anche la vittima dell’agguato, ritenuta vicino alla famiglia Santapaola, e accusata di porto e detenzione illegale di arma da sparo. Il provvedimento nasce dalle indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Dda, iniziate la notte del 15 febbraio quando un uomo ferito da colpi di pistola venne portato in ospedale.Grazie a intercettazioni ambientali e telefoniche e all’analisi di immagini prese dal sistema di videosorveglianza, si è accertato che l’agguato era nato nell’ambito di contrasti, scoppiati dopo una lite in discoteca, tra un gruppo criminale di San Giovanni Galermo collegato al clan mafioso Cappello-Bonaccorsi e il familiare di un esponente di Cosa nostra catanese.Secondo gli inquirenti, saputo della rissa nel locale, la vittima, fratello di uno dei ragazzini coinvolti nella lite, ed altri cinque del rione San Giorgio sarebbero andati nel quartiere San Giovanni Galermo per vendicarsi, ma avrebbero trovato ad attenderli, armi in pugno, gli esponenti del gruppo rivale. I due clan si sarebbero affrontati a più riprese colpendosi. Nella sparatoria è rimasta ferita la vittima finita oggi in cella insieme a due degli aggressori.
Scontro tra clan a Catania, scattano tre arresti. Il video
Due persone, vicine al clan Cappello di Catania, sono state arrestate per tentato omicidio, porto e detenzione illegale di arma con l’aggravante del metodo mafioso....








