I colloqui diretti in Svizzera tra Iran e Stati Uniti segnano una svolta per la pace in Medio Oriente, ma restano le incognite Libano e nucleare iraniano.

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Sono ripresi i colloqui tra Usa e Iran a Burgenstock sul lago di Lucerna in Svizzera dopo l’avvio del cessate il fuoco lo scorso 8 aprile, con la mediazione del Pakistan, e la sigla a distanza del Memorandum of Understanding (MoU) per la fine permanente della guerra su tutti i fronti e la riapertura di Hormuz, lo scorso 18 giugno.

Si tratta dei primi incontri diretti tra le due delegazioni per discutere della fase postbellica dai negoziati in corso in Oman alla vigilia degli attacchi statunitensi e israeliani contro Teheran del 28 febbraio scorso. La delegazione iraniana include il presidente del Parlamento, Mohammad Qalibaf, e il ministro degli Esteri, Assas Araghchi, mentre per gli USA sono presenti il vicepresidente, JD Vance, e l’inviato speciale per il Medioriente, Steve Witkoff. Sono presenti nei colloqui anche il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, e il capo delle forze armate che ha avuto un ruolo centrale nei negoziati, Asim Munir. Un contesto di incertezza I colloqui sono iniziati dopo molti rinvii in un contesto di grande incertezza. Le autorità iraniane hanno annunciato di nuovo la chiusura dello Stretto di Hormuz, dove passa il 20% del petrolio mondiale, a causa dei continui raid israeliani in Libano. Secondo gli Stati Uniti, tuttavia, non ci sono segnali di uno stop del traffico marittimo nello stretto.