È morto a 73 anni monsignor Domenico Corona, sacerdote originario di Pavia ma da anni legato alla comunità di Igea Marina. Una malattia, che lo aveva colpito nelle ultime settimane, ne ha segnato gli ultimi giorni accanto ai familiari e nella preghiera. La sua scomparsa ha suscitato tanti messaggi di cordoglio: resta l’immagine di un prete discreto e colto, capace di servire senza cercare visibilità. Il suo era un percorso ecclesiale non comune. Presbitero della diocesi di Massa Marittima-Piombino, nel 2006 fu insignito da papa Benedetto XVI del titolo di Prelato d’Onore di Sua Santità, riconoscimento pontificio che dà l’appellativo di monsignore e segnala un particolare servizio alla Chiesa. Non era vescovo né cardinale, ma quel titolo lo legava alla Santa Sede. Accanto al ministero parrocchiale, Corona svolse anche ruoli di diplomazia religiosa: missioni riservate, incarichi di fiducia e contatti con diocesi chiamate ad affrontare situazioni delicate, anche in Europa. Un servizio lontano dai riflettori, fatto di prudenza e mediazione.
A ricordarlo è don Marco Foschi, parroco di Igea Marina, che lo ha avuto accanto dal dopo estate 2022, quando Corona arrivò in Romagna vicino alla sorella Liliana. "Ha iniziato a collaborare in maniera stabile come aiuto pastorale e nel celebrare le messe nel territorio. Indimenticabille la sua presenza costante alla casa di cura La Marina". "Si è inserito con delicatezza, tatto e intelligenza. Malgrado la diversità tra noi, si era creata una vera unione. Quando celebravamo insieme eravamo complementari. E lui amava ripetere ’che nella diversità c’era l’unione’". Corona aveva servito diverse comunità: da Rio nell’Elba al Sacro Cuore di Piombino, fino a San Vincenzo. A Rimini era stato accolto nel presbiterio e aveva prestato servizio anche per la parrocchia di Sant’Agostino. La veglia si è svolta ieri sera nella chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore. Domani – nella stessa chiesa – alle 9.30 l’ultimo saluto sarà presieduto dal vescovo Anselmi.
















