HomeEsteri“Meloni amica? No, grazie”. Trump: Giorgia cerca solo consensi. La premier: “Esserti vicina non aiuta”Il tycoon rialza il livello dello scontro verbale con la presidente del Consiglio. Che contrattacca: “La mia popolarità non ti riguarda. Credo nell’Occidente unito”Il commento di Giorgia Meloni su Instagram al nuovo post di Donald Trump, che è tornato ad attaccarla (Ansa)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 21 giugno 2026 – “Ora viene il bello. Trump ora l’asfalta", presagisce senza malizia chi s’intende di relazioni transatlantiche circa il destino di Giorgia Meloni e dell’Italia anche in riferimento al prossimo vertice Nato del 7 luglio, in cui l’amministrazione Usa potrebbe riconsiderare per rappresaglia la promessa di non ritirare truppe e istallazioni dallo stivale, senza considerare altre ripercussioni. Che le dichiarazioni critiche verso la premier rese dal presidente Donald Trump nella sui generis intervista a un giornalista tv non fossero un episodio, bensì una schietta e ben calcolata manifestazione di disapprovazione, lo sancisce del resto il fatto che ieri il tycoon è tornato a ricaricare lancia in resta contro Meloni.

“Dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, vuole tornare a essere mia amica per far risalire i suoi numeri, no grazie", contesta a Meloni il commander in chief tramite il suo canale social preferito. "Mi ha chiesto ripetutamente di farsi una foto con me durante il vertice del G7 in Francia", insiste The Donald a proposito dell’incontro a Evian e la conversazione sul divanetto in cui il suo serioso muso lungo era effettivamente poco in sintonia con gli ostentati sorrisi dalla premier (al netto del labiale in inglese, che forse potrebbe essere facilmente trascritto). "La sua popolarità in Italia è in calo – sostiene Trump –, forse perché ha voltato le spalle agli Stati Uniti, un Paese che ama e protegge davvero l’Italia, rifiutandosi di impedire all’Iran di ottenere o sviluppare armi nucleari (cosa che, peraltro, ha fatto anche la Nato!)". Parentesi che, nient’affatto per inciso, sancisce l’irritazione e la disapprovazione dell’amministrazione statunitense nei riguardi degli alleati europei, considerati "scrocconi" – definizione non di Trump, ma di Barack Obama – che si sono avvantaggiati per decenni della protezione a stelle e strisce senza dare in cambio altro che cospicue commesse militari. E il classico isolazionismo repubblicano dell’amministrazione trumpiana, che vede solo nel Golfo persico e nel Pacifico la trincea geopolitica di scontro con la crescente potenza cinese e i suoi accoliti mediorientali, non può che alimentare il disimpegno dall’Europa e la sua partecipazione alla guerra tra potenze in declino con la Russia che ha invaso l’Ucraina.