di
Alfio Sciacca
Delle piccole si sono perse le tracce da due settimane. Gli inquirenti: «Non possono aver fatto tutto da sole, aiutate da qualcuno». Il padre: «Il cuore mi dice che stanno bene»
«Avevamo necessità di risentirlo, ma al momento non c’è nessun indagato». Così il procuratore di Sulmona Luciano D’Angelo che oggi, nella caserma di Villetta Barrea, ha voluto nuovamente sentire Youssef, il fidanzato diciottenne di Alisya, la più grande delle due sorelline sparire ormai da due settimane. Una deposizione che è andata avanti per oltre sei ore. Gli inquirenti gli avrebbero chiesto chiarimenti soprattutto sugli scritti che il 18enne attribuisce alla madre e nei quali avrebbe detto che era pronta a portarle via anche con la forza. Sulle risposte del 18enne non è trapelato nulla.
«Youssef ha finito di lavorare e poi è stato sentito, a conferma del fatto che non era urgente», si è limitato a dire il procuratore. «Sono stati sentiti anche due suoi amici, che vivono con lui da quando è uscito dalla casa famiglia, e abbiamo sentito anche altre persone della comunità, ospiti e operatori, tutti come persone informate dei fatti - ha aggiunto- . Abbiamo fatto delle verifiche dei luoghi, compresa la casa famiglia, ma tutto questo non significa niente, significa solo che stiamo lavorando».











