Bergamo, 20 giugno 2026 – Le sirene della via Emilia cantano per Daniel Maldini. L’attaccante milanese classe 2001, 25 anni da compiere in autunno, è entrato nel mirino del Parma e del Sassuolo.

Le due formazioni emiliane lo vorrebbero per la prossima stagione con la canonica formula del prestito oneroso con successivo diritto di riscatto e avrebbero già bussato alla porta della dirigenza atalantina. Che per ora non ha fretta di decidere.

Situazione atipica quella di Maldini: è l’unico giocatore, tra quelli in bilico, su cui Sarri ha già le idee chiare avendolo allenato nella Lazio nello scorso girone di ritorno. Con alti e bassi per il figlio d’arte, reduce complessivamente da un’altra annata sotto tono, da sole 19 presenze in serie A, 9 in nerazzurro, fino a gennaio, e 10 con 2 gol in biancoceleste, ma con appena 905 minuti giocati. Sempre ai margini delle rotazioni a Bergamo, più coinvolto in biancoceleste almeno fino a marzo, complici le assenze di diversi attaccanti laziali. Nell’ultimo mese, però, frenato anche da problemi fisici, Sarri lo ha utilizzato appena 59 minuti nelle ultime quattro giornate e neanche un minuto nelle due partite più importanti, in Coppa Italia, nel ritorno della semifinale a Bergamo e nella finale contro l’Inter.