Si chiude oggi a Marrakech la quarta edizione del Marrakech Parliamentary Economic Forum, organizzato dall’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (PAM) sotto l’Alto Patronato di Sua Maestà il Re Mohammed VI. L’evento, ospitato dalla Camera dei Consiglieri del Regno del Marocco in collaborazione con la Rete Parlamentare sul Gruppo della Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, si conferma uno dei principali appuntamenti dedicati alla diplomazia economica parlamentare nell’area euro-mediterranea, africana e del Golfo. Per due giorni la città marocchina ha riunito presidenti di parlamento, ministri, rappresentanti delle principali organizzazioni internazionali, leader economici e imprenditori provenienti da tre continenti, chiamati a confrontarsi sulle grandi sfide della crescita, dell’innovazione e della cooperazione regionale. A guidare i lavori è stata l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, con il presidente Giulio Centemero e il segretario generale, l’ambasciatore Sergio Piazzi, figura di riferimento della diplomazia parlamentare multilaterale. Accanto a loro, il vicepresidente della Camera dei Consiglieri del Marocco, Lahcen Haddad, ha sottolineato il ruolo del Regno come ponte tra Europa e Africa. Tra i temi centrali del Forum, il rafforzamento delle relazioni economiche tra le due sponde del Mediterraneo e le opportunità offerte dall’African Continental Free Trade Area (AfCFTA), il più grande mercato integrato del mondo per numero di Paesi coinvolti. Proprio su questo tema è intervenuto il presidente PAM Giulio Centemero durante la sessione speciale dedicata all’Africa. «Investire nella crescita dell’Africa significa investire nella stabilità e nel futuro del Mediterraneo», ha affermato Centemero, sottolineando la necessità di costruire partenariati fondati su formazione, lavoro, infrastrutture e innovazione. «La sfida non è aumentare semplicemente gli scambi commerciali, ma costruire insieme le industrie del futuro. Europa e Africa dispongono di risorse complementari che possono trasformare il Mediterraneo in uno dei principali poli di sviluppo del XXI secolo». Forte anche la presenza italiana nel mondo delle istituzioni economiche. Il presidente di SACE, Guglielmo Picchi, ha portato il contributo dell’esperienza italiana nel sostegno all’export e agli investimenti internazionali, mentre il tema dell’intelligenza artificiale è stato affrontato da Lorenzo Maternini, CEO di Perspective AI e membro del board di CDP Venture Capital, nel dibattito dedicato alla creazione di un hub euro-mediterraneo e del Golfo per l’AI. Ampio spazio è stato riservato inoltre alle start-up e alle piccole e medie imprese, considerate uno dei principali strumenti per contrastare la disoccupazione giovanile e la fuga dei talenti. Tra i protagonisti della sessione dedicata all’innovazione, Stiven Muccioli, fondatore e CEO di BKN301 e SM Capital, e Alessandro Tommasi, CEO di FutureProofSociety. «Il terribile mix di fuga dei talenti e disoccupazione giovanile attraversa il Mediterraneo e ne definisce le sfide future», ha osservato Tommasi. «Creare un vero diritto a innovare significa permettere ai giovani di restare o di tornare nei propri Paesi senza dover compiere scelte eroiche. Per farlo servono regole semplici, prevedibili e un dialogo costante tra regolatori e nuovi imprenditori». Nella giornata conclusiva il Forum ha affrontato anche il tema della Blue Economy, individuata come uno dei pilastri della crescita sostenibile dell’area mediterranea. Tra gli interventi, quelli di Massimo Deandreis, direttore del Centro Studi SRM del Gruppo Intesa Sanpaolo, e di Jan Pachner, segretario generale della One Ocean Foundation, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di accelerare l’attuazione dell’obiettivo ONU 30x30 per la tutela degli ecosistemi marini. Il Forum ha infine fatto da cornice alla firma di un Memorandum of Understanding tra Oasis500, storica piattaforma giordana di venture capital, e SM Capital, società di investimento con sede a San Marino attiva tra Europa e Silicon Valley. L’accordo punta a rafforzare la cooperazione tra ecosistemi dell’innovazione nel Mediterraneo, nel Golfo e nell’area MENA attraverso co-investimenti, condivisione di opportunità e sviluppo di nuove iniziative nei settori fintech, intelligenza artificiale, cybersecurity e digital banking. L’edizione 2026 del Marrakech Parliamentary Economic Forum si chiude così con un messaggio chiaro: la crescita economica, la stabilità geopolitica e l’innovazione tecnologica passano sempre più attraverso la costruzione di nuove alleanze tra Europa, Africa e Medio Oriente, con il Mediterraneo al centro di una strategia di sviluppo condiviso.