È arrivato quel momento dell’anno: il sole picchia e non si può più fare a meno del solare. In spiaggia e in città: la crema con protezione SPF è il primo strumento di difesa della pelle esposta al sole in questo periodo. Per questo, i brand moltiplicano l’offerta. Oltre alle creme da applicare su tutto il corpo, propongono stick per i ritocchi e formule cosmetiche ibride, da usare sul viso come primo gesto della routine quotidiana: idratano, uniformano il colorito e proteggono. Ma nessun filtro, da solo, può garantire l’immunità completa: FQ Magazine ha chiesto consiglio per orientarsi alla dottoressa Pucci Romano, dermatologa, docente universitaria, presidente Skineco e autrice del libro sulla cosmesi Il Trucco C’è (Heisenberg).
Prima di sdraiarsi sul lettino a bordo piscina, bisogna tenere in mente un principio di prudenza: la pelle è resiliente, ma non dobbiamo approfittarne. “Non abbiamo più il senso della gradualità”, spiega la dottoressa Pucci Romano, presidente Skineco. “C’è chi va al mare il primo giorno e ci resta dieci ore: non c’è filtro che tenga, la pelle ha bisogno di tempo per adattarsi”. Non tutti, poi, possono ragionevolmente aspettarsi la stessa intensità di abbronzatura. “La formazione di melanina non è uguale per tutti, perché è caratterizzata dal fototipo. Ognuno di noi ha una capacità genetica di esporsi al sole con minore o maggiore danno, a seconda che sia naturalmente più chiaro o più scuro”.















