di

Fausta Chiesa

Le limitazioni ai Tir imposte dall’Austria e ora anche i blocchi degli ambientalisti. La «guerra» legale di Roma contro Vienna sui divieti al passaggio dei camion. A luglio attesa la sentenza della Corte Europea di Giustizia

C’è uno stretto di Hormuz anche in Italia che fa da imbuto all’export di merci: è il Brennero. Si tratta di un corridoio fondamentale per il made in Italy, da cui transitano ogni anno oltre 50 milioni di tonnellate di merci su 220 milioni complessivi che l’Italia esporta nella Ue con un ruolo decisivo per export, import e continuità delle catene di fornitura. L’arteria, che costituisce la più importante via di accesso delle merci italiane al Nord Europa e in particolare alla Germania (che è il nostro primo partner commerciale), non è soltanto un imbuto a causa della conformazione del territorio e dell’autostrada a due sole corsie. Ma è diventato un collo di bottiglia sempre più stretto a causa delle limitazioni imposte dall’Austria. Di recente, alle restrizioni si è aggiunto il 30 maggio scorso il blocco totale del traffico sulla A22, con la protesta organizzata dal sindaco di Gries am Brennerdal Karl Mühlsteiger e rilanciata sul blog Pro Alps per richiedere una riduzione del traffico di transito. Il 30 maggio i camion al Brennero erano fermi, proprio come le navi bloccate da ormai quasi quattro mesi nel Golfo Persico.