«You won’t believe it actually». Roba da non crederci, dice Donald Trump tutto compiaciuto, presentando a portata di telecamere il Boeing 747 che gli era stato regalato dal Qatar sollevando accuse (dai dem ma in alcuni casi anche bipartisan) di corruzione: trattavasi infatti di quattrocento milioni di dollari consegnati in forma di aereo di lusso.

Aereo che l’inquilino della Casa Bianca ha voluto ulteriormente apparecchiare in versione extra lusso, tralasciando giusto quegli ulteriori lavori che ne avrebbero ritardato l’inaugurazione: evidentemente il tycoon teneva proprio a scartare il pacchetto sùbito dopo aver concluso l’accordo di cartapesta con l’Iran, termine fragile di una guerra da lui stesso innescata e della quale i Paesi del Golfo avevano avvertito le conseguenze.

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«Roba da non crederci», quindi: «La qualità dei legni, dei materiali, dei motori – i motori migliori al mondo, non c’è niente di simile altrove – è un onore e voglio ringraziare l’emiro. He’s a fantastic guy». E poi il riferimento esplicito agli effetti della guerra: «He went through a lot over the last few months».

Ne ha dovute vedere delle belle negli scorsi mesi.