Il presidente della Repubblica richiama la comunità internazionale alla solidarietà e alla cooperazione. Oltre il 70% dei rifugiati nel mondo proviene da sei PaesiIl presidente della Repubblica richiama la comunità internazionale alla solidarietà e alla cooperazione. Oltre il 70% dei rifugiati nel mondo proviene da sei Paesi“Ogni anno milioni di persone sono costrette ad abbandonare le proprie terre, fuggendo da conflitti armati, crisi umanitarie, persecuzioni e violazioni dei più basilari diritti dell'uomo”. Ricorre la Giornata mondiale del rifugiato e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama l'attenzione sulla condizione dei milioni di persone costrette alla fuga dal proprio Paese di origine.Nel messaggio diffuso dal Quirinale, il capo dello Stato osserva che “Si tratta di una realtà allarmante, tendenza che si presenta ciclicamente, quasi sia un destino inevitabile, frutto di tragici sviluppi nei rapporti tra gli Stati e tra i popoli. La storia, la storia dell'Europa e degli ordinamenti internazionali nati nel secondo dopoguerra, testimoniano che non si tratta di derive irreversibili ma che, ad esse, è possibile opporre la logica del raziocinio, la forza della pace”.Mattarella richiama quindi i principi costituzionali e il diritto d'asilo, sottolineando il ruolo della cooperazione internazionale nell'affrontare le cause delle migrazioni forzate. “Il nostro ordinamento repubblicano, la nostra Costituzione”, continua il presidente, “riconoscono il carattere universale dei diritti umani ed esplicitamente, per le persone perseguitate in ragione delle loro opinioni, il diritto di asilo, assumendo poi il tema delle attività di soccorso, dell'accoglienza responsabile e della tutela di rifugiati e profughi, tra le proprie pratiche. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato desidero manifestare solidarietà e vicinanza alle donne e agli uomini - molti di loro minori - che vivono questa angosciosa condizione di fragilità e vulnerabilità, talvolta sfruttata da organizzazioni criminali senza scrupoli né rispetto alcuno per la dignità della persona”.Nel passaggio conclusivo del messaggio, il presidente della Repubblica lega la risposta a questi fenomeni alla responsabilità degli Stati e alla capacità di collaborazione tra governi e istituzioni internazionali: “La volontà degli Stati, al pari della loro capacità di collaborare vicendevolmente e con le istituzioni internazionali preposte, è presupposto ineludibile per affrontare le cause strutturali di questi fenomeni e attuare soluzioni efficaci. La Repubblica Italiana, richiamando l'alto significato dell'odierna ricorrenza, si unisce ancora una volta all'appello di quanti chiedono a ciascun membro della Comunità internazionale di astenersi da condotte irresponsabili, di promuovere la salvaguardia di ogni essere umano e contribuire alla realizzazione dell'ideale universale di solidarietà tra i popoli”.I dati dell'UNHCRLe parole del capo dello Stato arrivano in un contesto in cui le migrazioni forzate continuano ad alimentare un fenomeno ampissimo. Secondo i dati dell'UNHCR relativi al 2025, oltre il 70% dei rifugiati e delle persone che necessitano di protezione internazionale provengono da Afghanistan, Sud Sudan, Sudan, Siria, Ucraina e Venezuela. I principali Paesi ospitanti sono Colombia, con 2,8 milioni di persone accolte, Germania (2,7 milioni), Turchia (2,4 milioni), Uganda (1,9 milioni), Iran (1,7 milioni), Ciad (1,5 milioni) e Pakistan (1,3 milioni).Nel 2025 circa 5,4 milioni di persone hanno attraversato i confini del proprio Paese per sfuggire a guerre, violenze e persecuzioni. La componente più numerosa delle persone in fuga resta quella degli sfollati interni, cioè coloro che sono stati costretti a lasciare la propria casa senza oltrepassare i confini nazionali. A fine 2025 erano 68,6 milioni, pari al 58% del totale mondiale. Il Sudan continua a rappresentare la crisi più grave sotto questo profilo, con 9,1 milioni di sfollati interni.Resta poi aperta la questione dell'apolidia. Sempre secondo l'UNHCR, nel 2025 quasi 46 mila persone hanno acquisito o visto confermata la propria cittadinanza in 24 Paesi, mentre a livello globale si stima che circa 4,5 milioni di persone siano ancora prive di nazionalità.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp