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Claudio Del Frate

I dati elaborati da Bankitalia sulla crescita delle regioni italiane nel 2025: per la Calabria si parla di un «moderato» +1,1%, spinto da agevolazioni fiscali e dal boom del porto di Gioia Tauro. All’opposto il caso di Vicenza, la «tigre» del Norest, che da tre anni è in calo

La cartina dell’Italia capovolta: nel 2025 la regione che è cresciuta più di tutte le altre è stata la Calabria (+1,1%) mentre al capo opposto si ritrova il Veneto che ha segnato un modestissimo +0,1%. Girala e voltala, parliamo sempre di una crescita al ralenti che nella media nazionale si ferma allo 0,5, la più bassa in ambito Ue. La fotografia è stata scattata dal rapporto di Bankitalia sull’economia delle regioni presentato nei giorni scorsi. Un rapporto dal quale risulta - dato almeno questo incoraggiante - che il Mezzogiorno nel suo complesso è cresciuto più delle tradizionali aree forti del Paese. E non si tratta di indicazioni passeggere ma la conferma di una tendenza che si ripete da quattro anni in qua.

La Calabria sugli scudi E dunque l’economia calabrese finisce sugli scudi: l’incremento dell’1,1 viene definitito «moderato» dalla banca centrale ma resta la migliore performance di tutto il Paese. La pagella economica supera ampiamente la sufficienza in tutti i settori: gli scambi con l'estero hanno continuato ad espandersi per il quinto anno consecutivo, superando il miliardo di euro; il settore delle costruzioni ha evidenziato un miglioramento in parte connesso alla prosecuzione degli interventi del Pnrr. Le compravendite di abitazioni sono tornate a crescere; i prezzi sono saliti. Le presenze turistiche sono cresciute sensibilmente, soprattutto nella componente straniera. Gli aeroporti regionali hanno superato i 4 milioni di passeggeri. Anche gli occupati sono aumentati in notevole misura: +3,8%.