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I momenti concitati subito dopo l’aggressione a Ponteranica

"Ho sentito delle voci, poi me lo sono ritrovato davanti. Ho urlato a squarciagola, fortunatamente i vicini mi hanno sentita e sono intervenuti, bloccando il mio aggressore e salvandomi. A loro va il mio grazie più grande, sono stati provvidenziali". Prima è stata solo paura e terrore. Quello che ha vissuto sulla propria pelle la 23enne aggredita giovedì pomeriggio all’interno della propria abitazione in via Valbona, a Ponteranica. Parole pronunciate con la lucidità di chi ha vissuto un incubo a occhi aperti. Dimessa dall’ospedale Papa Giovanni XXIII, dove era stata portata in stato di choc, ieri è tornata a casa. Un episodio di violenza che ha sconvolto la tranquillità della zona. L’aggressore, un 37enne tunisino, che non risulta in carico ai servizi psichiatrici, è stato arrestato e trasferito in carcere con diversi capi di imputazione: violenza sessuale, lesioni alla ragazza, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, violazione di domicilio e anche rapina visto che ha strappato una collanina dal collo della ragazza. Fascicolo del pm Esposito. Rinchiuso in via Gleno in attesa dell’udienza di convalida da parte del gip. A distanza di poche ore dall’accaduto, la 23enne racconta quei minuti che devono essere sembrati una eternità. Era sola in casa, al primo piano, si stava preparando per andare all’allenamento, quando ha intuito che qualcosa non tornava. "Stavo per entrare in doccia, ho sentito che c’era qualcosa che non andava perché la porta scorrevole di mio padre era aperta". Poi dei rumori strani che l’hanno insospettita, e all’improvviso si è trovata davanti quell’ uomo. Lei però non si è persa d’animo, ha agito con lucidità. Ha afferrato il telefono e ha chiamato il padre e ha cercato di documentare quello che stava avvenendo. "Sapevo che era un estraneo perché mio papà era al lavoro. Il primo istinto è stato quello di chiamarlo, dicendogli di venire subito perché c’era un estraneo che stava salendo in casa. Ho fatto un video, quell’uomo gridava. Adesso sto meglio, ho dormito poco stanotte, sono ancora scossa. Ci tengo a ringraziare i vicini e l’intera comunità di Ponteranica per quello che hanno fatto per me". Sono stato proprio i vicini a salvarla bloccando il tunisino. La sindaca di Ponteranica, Susanna Pini, ha voluto ringraziare le persone intervenute per soccorrere la giovane aggredita in casa da uno sconosciuto: "Hanno agito senza esitazioni per liberarla e salvarla". L’interrogatorio si svolgerà domani mattina alle 10. L’arrestato è difeso dall’avvocata Barbara Bruni.