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Un 81enne ha esploso due colpi, poi ha chiamato la polizia per costituirsi. Dentro c’erano il titolare e quattro collaboratori. "Ci aveva già minacciato".

CIVITANOVA (Macerata)Due colpi di fucile a canne mozze hanno scosso una tranquilla mattinata a Civitanova, in una zona non lontana dal centro che ospita diversi uffici. Tra questi quello di Domus Aurea, società che si occupa di gestione di immobili. È lì, davanti alla vetrata di ingresso, che ieri verso le 9.35 un 81enne, Giancarlo Fossi, residente a Pesaro ma originario di Marotta, ha aperto il fuoco con un fucile a canne mozze, con matricola abrasa e detenuto illegalmente. Due colpi, uno in basso e l’altro in alto, sulla vetrata, che è andata in frantumi. Per fortuna nessuno è rimasto ferito. A dare l’allarme è stato Mattia Rinaldi, ceo manager condominiale di Domus Aurea, che era all’interno con quattro collaboratori. Sul posto sono arrivati immediatamente i carabinieri di Civitanova, guidati dal capitano Angelo Chiantese, e gli agenti del commissariato di polizia. Nel frattempo, l’81enne si era già allontanato. La sua fuga è durata appena il tempo del viaggio fino a Pesaro. Al casello autostradale ha chiamato la polizia, gli agenti lo hanno raggiunto e arrestato per il porto abusivo e la detenzione illegale dell’arma. In auto aveva una valigia con gli effetti personali, come se avesse previsto di andare in carcere dopo il blitz.ù I carabinieri di Civitanova invece lo hanno denunciato per danneggiamento aggravato. Ora l’uomo è nel carcere di Villa Fastiggi di Pesaro, in attesa della convalida dell’arresto, lunedì. "Poteva succedere l’inverosimile, abbiamo avuto paura. Eravamo già stati minacciati, ma mai pensavamo a una cosa del genere – ha detto Rinaldi –. A questa persona avevo affittato un immobile di mia proprietà, ma c’era uno sfratto in corso. Eravamo stati minacciati sia io che l’avvocato Michela Lattanzi. Forse qualcuno gli ha suggerito che con l’infermità mentale o altro avrebbe potuto tenere la casa occupata". Il 30 giugno lo sfratto diventerà esecutivo, con l’obbligo per l’anziano di lasciare l’abitazione. "Mai avrei pensato di ricevere un atto intimidatorio del genere – ha detto Rinaldi –, né di finire nel mirino di qualcuno soltanto perché ho deciso di far valere la legge. Nell’ufficio ci sono danni, ma stiamo subito ripartendo: non mi faccio intimorire da nessuno". Trent’anni fa, Fossi aveva già sparato a degli agenti immobiliari che erano andati a comunicargli uno sfratto, una vicenda per la quale era stato condannato.