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Richiederà due anni la nascita dei due nuovi poli del credito nazionale: Intesa Sanpaolo-Mediobanca e Unipol-Mps.
L'offerta pubblica di scambio da 30,6 miliardi di euro lanciata dalla banca guidata da Carlo Messina su Siena non è soltanto la più grande operazione bancaria degli ultimi anni ma anche il primo tassello di un progetto che, in base al calendario previsto, porterà nel 2028 alla chiusura di un riassetto con al centro migliaia di sportelli, dipendenti e immobili. Lo snodo centrale saranno le circa 40 autorizzazioni che il deal dovrà incassare nella seconda metà dell'anno coinvolgendo le authority di mezzo mondo.
La macchina si è messa in moto l'8 giugno con l'annuncio dell'opas totalitaria sul Monte. Il passaggio formale successivo è fissato per domenica 28 giugno, termine entro il quale (20 giorni dopo l'emissione del comunicato ex articolo 102 del Tuf) Intesa dovrà depositare alla Consob il documento d'offerta, che entro fine anno diventerà il vero e proprio prospetto informativo. Contemporaneamente l'istituto guidato da Messina dovrà presentare le istanze di autorizzazione alle numerose autorità coinvolte, sia italiane che internazionali. Per la grande presenza geografica di Intesa, Mediobanca, Mps e soprattutto Generali, il numero delle istituzioni estere coinvolte è molto elevato.






