HomeMilanoCronacaDavis Aloschi, la Scala piange il ballerino prodigio. Lo strazio per un futuro radioso spezzato dall’incidente: “Siamo tutti sconvolti”Il quindicenne dell’Accademia è morto a Siracusa. Le parole del rettore del Convitto Longone: “Non pensi mai che a 15 anni ce ne si possa andare così, da un minuto all’altro. Pensiamo alla sua famiglia, in queste ore di dolore insostenibile”Davis Aloschi, il 15enne della Scuola di ballo dell’Accademia della Scala morto in un tragico incidente in scooter vicino a SiracusaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano – “Siamo tutti sconvolti”. Tre parole, le uniche possibili in un momento così terribile, per condensare il dolore inatteso e fortissimo di tutto il mondo Scala per la tragica scomparsa di Davis Aloschi, il quindicenne iscritto al quinto anno maschile della Scuola di ballo dell’Accademia. Un baby danzatore che aveva già mostrato le sue innate capacità artistiche e che vedeva davanti a sé un futuro luminoso su uno dei palcoscenici più prestigiosi al mondo.

La tragedia a Siracusa

E invece tutto si è fermato alle 2 della scorsa notte lungo la strada che collega la frazione di Belvedere a Siracusa, la città natale dove il quindicenne si era recato per qualche giorno di vacanza. Stando a una prima ricostruzione, lo scooter Honda Sh 350 guidato da un diciottenne avrebbe invaso dopo una curva la corsia opposta, quella che stava percorrendo il motorino con Davis in sella. L’impatto si è purtroppo rivelato fatale per il minorenne, che è deceduto subito dopo l’arrivo in pronto soccorso; gravissimo l’altro giovane centauro, ricoverato in Rianimazione in prognosi riservata. L’incidente, sul quale sono ancora in corso accertamenti sulla dinamica per chiarire cosa sia accaduto, ha inevitabilmente scosso l’intera comunità siracusana, che si è stretta attorno alla famiglia della vittima. E la notizia ha percorso rapidamente i 1.300 chilometri che separano la cittadina siciliana dal tempio della lirica, piombando come un fulmine a ciel sereno nei luoghi che ormai erano diventati la seconda casa dell’adolescente.