La 37enne era a Mykonos per festeggiare l'addio al nubilato. Disposta l'autopsia, mentre le autorità greche cercano di ricostruire la dinamica dell'incidente

«Ho sentito un botto, come se fosse esplosa una bomba». È il racconto di un testimone che ha assistito all’incidente stradale in cui ha perso la vita la 37enne aretina Sara Ceccantini. Si trovava a Mykonos, in Grecia, per l’addio al nubilato. La testimonianza, riportata dal Mattino, contribuisce a ricostruire la dinamica dello scontro tra le due auto: «Nella macchina c’erano tre ragazze e un uomo alla guida. La macchina stava salendo, poi si è fermata per fare un’inversione, cosa vietata». In quella strada, infatti, c’era la doppia linea continua. «E l’altra macchina che veniva giù dall’altra direzione è arrivata a tutta velocità e l’ha colpita». La dinamica sarebbe quindi diversa rispetto a quella supposta nella fase iniziale delle indagini: secondo questa prima ipotesi, sarebbe stata l’altra macchina a invadere la corsia, non quella in cui a bordo c’era Sara Ceccantini. Dinamica che appunto il testimone smentirebbe.

La dinamica dell’incidente

I conducenti delle due auto, un amico di Sara e un residente di Mykonos, sono stati rilasciati dopo gli accertamenti: non è stata trovata nessuna traccia di alcol. Il testimone racconta anche il momento in cui si è avvicinato al corpo della vittima e delle amiche che alla fine se la sono cavata con ferite lievi: «Ho sentito un botto, come se fosse esplosa una bomba. Siamo corsi fuori. Ho visto le ragazze, erano coperte di sangue. Due di loro erano completamente prive di sensi. Abbiamo chiamato il 112, i soccorsi sono arrivati velocemente». Come emerge anche dalla testimonianza, l’impatto tra le due auto è stato violentissimo, tanto da fare andare a sbattere l’auto della comitiva italiana con altre macchine parcheggiate lì vicino presso un minimarket. Ceccantini è poi morta alcune ore dopo in ospedale a causa delle ferite riportate.