Usa-Australia in campo alle 21 DIRETTA

L'esordio contro il Paraguay è stato spumeggiante, è andato oltre le previsioni: dopo un vantaggio fortunoso, gli Stati Uniti si sono scrollati di dosso le pressioni da padroni di casa e hanno giocato sul velluto, chiudendo con un roboante 4-1. Adesso, la nazionale guidata da Pochettino si prepara ad affrontare a Seattle l'Australia nella sfida di vertice del gruppo D, con l'obiettivo di mettere la qualificazione al sicuro con un turno di anticipo. Dall'altra parte, però, anche la squadra di Popovic vuole continuare a stupire dopo il 2-0 di sofferenza e contropiede rifilato alla Turchia, ed è pronta a vendere ancora cara la pelle. Difficile misurare se e quanto la febbre del calcio abbia già contagiato una nazione immensa ed eterogenea come gli Stati Uniti, ma certo è che Pochettino è partito col piede giusto.

Eterogenea, del resto, è anche la squadra che ha tra le mani: se l'eroe contro il Paraguay è stato il centravanti Folarin Balogun, nigeriano di New York cresciuto in Gran Bretagna, alla vigilia dell'Australia i giornali a stelle e strisce scelgono un altro volto chiave.

È Chris Richards, difensore centrale classe 2000, atleta nero cresciuto in uno stato come l'Alabama in cui il football - inteso come americano - è quasi un monoteismo: "I ragazzi come me - racconta - non giocavano a calcio dalle mie parti", tanto che per fare il salto è dovuto andare in Texas e poi a Monaco, nelle giovanili del Bayern. Adesso gioca al Crystal Palace, e per il Washington Post è "il più insostituibile degli Usa", per la sua fisicità e per la gestione del reparto, anche in fase di costruzione della manovra.