La Corte d’Assise d’Appello ha confermato la condanna all’ergastolo per l’ex finanziere Christian Sodano, per il duplice femminciidio di Nicoletta Zomparelli e Renée Amato, mamma e sorella della ex. I delitti a Cisterna di Latina.
Christian Sodano
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Christian Sodano è stato condannato all'ergastolo. L'ex finanziere è finito a processo, accusa del duplice femminicidio di Nicoletta Zomparelli e Renée Amato, mamma e sorella della ex Desirèe. Le ha uccise a colpi di pistola nell'abitazione della famiglia di lei Cisterna di Latina il 13 febbraio del 20124. I giudici della Corte d'Assise d'Appello di Roma hanno confermato la sentenza di primo grado, riconoscendo l'aggravante dei motivi abietti e futili. Un verdetto che accoglie anche in secondo grado quella che è stata la richiesta avanzata fin da subito dalla Procura della Repubblica di Latina, ossia il massimo della pena, con l'isolamento diurno di sei mesi.
Chistian Sodano già condannato in primo grado all'ergastolo I giudici della Corte d'Assise di Latina hanno condannato Christian Sodano in primo grado all'ergastolo. Non hanno riconosciuto l'aggravante della premeditazione, nonostante alcuni messaggi che ha mandato alla ex, nei quali la minacciava che se lo avesse lasciato avrebbe "fatto una strage". Premeditazione invece riconosciuta dai pubblici ministeri Valerio De Luca e Marina Marra, attribuendo all'imputato l'aggravante dei futili motivi. Sodano non ha accettato che Amato avesse messo fine alla loro relazione. Il Comune di Cisterna di Latina parte civile nel processo Il Comune di Latina, assistito dall'avvocato Nicodemo Gentile, è parte civile nel processo a Christian Sodano. "Un dramma profondo e indelebile, una ferita mai rimarginata nella nostra comunità, che ha strappato ingiustamente una madre e una figlia all'affetto dei loro cari e ha sconvolto l'intera cittadinanza" commenta il sindaco Valentino Mantini. "L'amministrazione comunale ha voluto ribadire la propria vicinanza e il proprio sostegno alla famiglia con la costituzione di parte civile nel processo. La presenza in aula del Comune non è un semplice atto formale, ma il dovere morale di una comunità intera che continua a stringersi attorno al dolore dei familiari e che sa bene che nessuna pena potrà restituire a Desirée sua madre e sua sorella, Nicoletta e Renée, spazzate via da una ferocia insensata".









