La frase su CR7 dopo il debutto deludente ai Mondiali ha sollevato un polverone: “Cristiano è solo un altro giocatore che è qui per aiutarci. È come tutti gli altri”. Tifosi infuriati: “Porta rispetto”.
Joao Neves nel mirino dei tifosi di Ronaldo per le frasi su CR7.
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Le parole di Joao Neves su Cristiano Ronaldo hanno sollevato un polverone di polemiche in Portogallo dopo il deludente esordio ai Mondiali con il Congo. "Sappiamo cosa ha fatto Cristiano per noi, ma in questo momento è come noi. È solo un altro giocatore che è qui per aiutarci. È come tutti gli altri": tanto è bastato per scatenare una lunga scia di commenti in calce ai post della sua pagina Instagram. È successo a lui come a Bruno Fernandes che ha avuto il "torto" di aver messo "mi piace" a quella riflessione fatta in maniera molto sincera.
Nella maggior parte dei casi si tratta dei sostenitori dell'ex Real Madrid che intervengono a censurare, in modo molto colorito e anche al limite delle offese, quell'affermazione oltre ad accusare anche altri calciatori di non passare la palla o non servire bene CR7. Non mancano (e pure sono in tanti) coloro che danno ragione al centrocampista del PSG, convinti che l'aura magica del cinque volte Pallone d'Oro si sia esaurita e che adesso la sua presenza in campo obbligatoria rappresenti un problema per la nazionale lusitana. La prestazione e il pareggio (1-1, con Joao Neves a segno) hanno lasciato amaro in bocca e la sensazione di aver giocato in dieci… per la prova opaca offerta da Ronaldo, apparso non più brillante ed esplosivo come un tempo. E le perplessità emerse già a Qatar 2022 sono divenute di stretta attualità anche oggi. Le critiche a Cristiano Ronaldo per la prestazione opaca Del resto, critiche ben più autorevoli da parte di ex calciatori, oggi opinionisti, hanno sottolineato sia le difficoltà palesi mostrate nel corso del match sia la verve ormai scemata della stella portoghese che non è più quella di prima. È la riflessione, impietosa ma estremamente fedele alla realtà, proposta perfino da un avversario, Ngal'ayel Mukau, che ammise candidamente di non aver studiato contromisure particolari nei confronti di un rivale sì temuto ma non più all'altezza del passato.











