Il Ponente Ligure si candida a diventare uno dei motori strategici della logistica e dello sviluppo industriale del Nord Italia. È questo il messaggio emerso dalla seconda tappa di “Road to Top 50”, l’iniziativa itinerante di PwC in collaborazione con Repubblica che ha fatto scalo al Palacrociere di Savona. L’obiettivo dell’incontro è stato fin da subito chiaro: tracciare un ritratto nitido dell’economia di un territorio cerniera, quello composto dalle province di Savona e Imperia, storicamente votato al turismo ma oggi sempre più protagonista nei settori della portualità, dell’agroalimentare di eccellenza e dei servizi avanzati.
Aperto dai partner di PwC Italia Andrea Manchelli e Daniele Magnoni l’evento ha visto alternarsi i principali attori del tessuto economico locale, offrendo una panoramica sulle linee guida necessarie per il rilancio definitivo di un’area geografica che ha tutta la volontà e l’intenzione di recitare un ruolo di primo piano nello scacchiere economico nazionale e internazionale.Il dibattito è subito entrato nel vivo con il confronto con i rappresentanti del mondo confindustriale Caterina Sambin, presidente di Savona, e Luciano Tesorini, presidente di Imperia. Al centro del loro intervento, la necessità di definire linee guida chiare per lo sviluppo del territorio. Entrambi hanno concordato su un punto fondamentale: il Ponente Ligure possiede un potenziale straordinario, ma per esprimerlo appieno occorre superare storici deficit infrastrutturali e fare sistema. A dare concretezza ai piani di crescita del territorio sono stati i dati presentati da Paolo Canavese, direttore dell’ufficio territoriale di Savona dell’autorità. «La vera svolta – ha spiegato Canavese – è stata l’alleanza strategica con il porto di Genova». Un asse di coordinamento che ha permesso al sistema portuale del Mar Ligure Occidentale di superare la storica quota dei 3 milioni di teu movimentati.









