Quattro soldati israeliani dell'Idf sono rimasti uccisi in uno scontro a fuoco con Hezbollah nel sud del Libano la scorsa notte. Lo ha annunciato stamattina il portavoce dell'Idf, ripreso dalle testate israeliane. Tra i caduti figura il tenente colonnello Dor Gedaliah Ben Simhon, comandante del 52° battaglione della 401ª brigata corazzata. I nomi degli altri caduti non sono stati ancora resi noti.

Il grave incidente, scrive Channel 12, è avvenuto intorno alle 00:20 nel villaggio di Tibnit. Un ordigno aereo lanciato da Hezbollah ha colpito un carro armato dell'Idf. A seguito di ciò, sono iniziati gli attacchi contro i terroristi e le loro infrastrutture nella zona di Nabatieh. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) stanno continuando a indagare sull'accaduto. Dall'entrata in vigore del cessate il fuoco in aprile sono 23 i combattenti uccisi in Libano, ricorda la testata israeliana.

Gli attacchi israeliani nella notte scorsa nel sud del Libano hanno causato 18 morti e 33 feriti, secondo un bilancio provvisorio del Ministero della Salute libanese, nonostante la definizione del protocollo iraniano-americano che prevede la cessazione delle ostilità.

"Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Tutto il Libano deve bruciare". Così su X il ministro della Sicurezza Nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir, dopo che è stata diffusa la notizia di 4 militari uccisi da Hezbollah in Libano. "Con tutto il rispetto per gli americani - aggiunge - Israele deve chiarire all'intero mondo che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono alla mercé di nessuno. Tutto il Libano deve bruciare. Il nostro dovere supremo è proteggere i cittadini di Israele e i soldati delle Idf, e questo impegno prevale su ogni altra considerazione". "Ho detto al primo ministro, anche nelle nostre riunioni private: basta con questo ping-pong. In Medio Oriente non si vince con risposte misurate e con la moderazione, bisogna scatenarsi. Annientare. Sconfiggere il terrorismo".