Tra gli iscritti compaiono Elon Musk, Jared Kushner, la vicepresidente della Commissione europea Kaja Kallas e l'attore Joseph Gordon-Levitt. Una sorta di Bilderberg della tecnologia la cui partecipazione costa 16mila dollari
Se c'è un miliardario che ha trasformato la riservatezza in una sorta di religione personale, quello è Peter Thiel, il cofondatore di PayPal e Palantir. Spesso descritto come il "conservatore più influente della Silicon Valley", ama incontri blindati e conversazioni rigorosamente off the record. Lo si è visto anche durante due recenti conferenze tenute a Roma, dove non era consentito usare il telefono e, a quanto pare, neppure prendere appunti. Proprio per questo ha qualcosa di ironico quanto accaduto nei giorni scorsi: un hacker svizzero è riuscito a esporre online dettagli e nomi di Dialog, il club esclusivo fondato da Thiel nel 2006 e rimasto per anni quasi invisibile.
La vicenda è stata ricostruita da Wired USA, che ha potuto verificare una serie di documenti lasciati accidentalmente accessibili sul web. A scoprirli è stata Maia Arson Crimew, hacker e attivista già nota per aver rivelato la No Fly List americana e dati interni della società di videosorveglianza Verkada. In pratica, bastava curiosare nel codice sorgente del sito di Dialog per accedere a una directory contenente profili personali, programmi degli incontri, registrazioni e persino token di accesso riservati. Tra i documenti figurava anche la lista dei 222 partecipanti iscritti al raduno previsto dal 12 al 16 agosto nei dintorni di Dublino. L'elenco offre uno spaccato curioso delle ossessioni e delle frequentazioni dell'élite tecnologica americana. Ci sono Elon Musk, il genero di Trump Jared Kushner, Eric Schmidt di Google, Garry Kasparov, Sam Harris, Steven Pinker, Jonathan Haidt, il segretario al Tesoro americano Scott Bessent, due senatori, il comandante supremo alleato della Nato in Europa Alexus Grynkewich, dirigenti di OpenAI, Google DeepMind e Palantir, ma anche figure decisamente meno prevedibili. Tra i membri compaiono infatti l'attore Joseph Gordon-Levitt, protagonista di una recente battaglia per l'uso etico dell'intelligenza artificiale, il podcaster Tim Ferriss, l'attrice Sophia Bush, il volto televisivo Drew Scott e il celebre pastore evangelico Rick Warren.












