“Invidiosi, cattivi o stupidi”: con queste parole il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha bollato gli "sciocchi" che hanno affermato che il suo accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente non fosse "abbastanza duro con l'Iran”. L’intesa, siglata nella notte tra martedì e mercoledì, ha però bisogno di ulteriori negoziati per sciogliere i nodi più importanti per adesso rinviati.

Le parti si sono date 60 giorni per arrivare a una quadra, una scadenza che però lo stesso Trump ha riconosciuto come “non inderogabile”: dalla gestione dello Stretto di Hormuz, al disimpegno militare di Israele in Libano, fino al programma nucleare di Teheran e il massiccio piano d'investimenti per l'Iran e le tensioni interne all’amministrazione americana, sono diversi i punti ancora da affrontare per arrivare a un vero accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.

Intanto, i termini dei negoziati: come detto l’intesa siglata tra Iran e Stati Uniti fissa un termine di 60 giorni per arrivare a un accordo completo sui punti non ancora risolti. Il vicepresidente JD Vance ha fatto sapere che il countdown è scattato ieri. E le trattative tra le parti dovrebbero prendere il via in questi giorni, con il numero due di Trump che ha detto forse sarà in Svizzera nel weekend per le discussioni. Con al centro diversi punti da risolvere.