Almeno 13 persone sono state uccise in un attacco armato all’aeroporto di Niamey, la capitale del Niger: il ministero della Difesa nigerino ha detto che negli scontri con le forze dell’ordine sono stati uccisi 11 soldati e due civili, oltre a 22 assalitori. È stato il secondo attacco nel giro di pochi mesi all’aeroporto di Niamey, che è il più grande del paese e oltre che per i voli commerciali funziona anche come base militare: l’attacco è stato rivendicato dal gruppo JNIM (Gruppo di Sostegno all’Islam e ai Musulmani), affiliato all’organizzazione terroristica al Qaida.
Secondo le testimonianze raccolte dai media internazionali, attorno alle 6 del mattino (le 7 in Italia) alcuni gruppi di uomini armati hanno assaltato l’aeroporto, cominciando a sparare. Le autorità nigerine hanno detto che indossavano cinture esplosive e che avevano provato a entrare nei terminal, ma che poi sono stati respinti dall’esercito a un posto di blocco sull’unica strada che portava all’aeroporto. Altre venti persone sospettate di essere coinvolte nell’attacco sono state arrestate. Sono poi state sequestrate numerose armi, tra cui fucili, lanciafiamme ed esplosivi.
Il Niger si trova nel Sahel, una fascia di stati che costeggia da sud il grande deserto del Sahara caratterizzata da forti instabilità, e dove sono attivi diversi gruppi terroristici, soprattutto islamisti. All’aeroporto di Niamey c’era stato un altro attentato a fine gennaio, poi rivendicato dall’ISIS.












