«La piaga dei suicidi in carcere non si attenua. Ciascuno di questi casi rappresenta una sconfitta dello Stato a cui sono affidate le vite dei detenuti». Così ribadiva il presidente della Repubblica Sergio Mattarella qualche tempo fa. «Ogni suicidio è un fallimento dello Stato» ha detto il ministro della giustizia Carlo Nordio, durante il question time in Senato.
Il tema delle carceri e della condizione dei detenuti continua ad essere un problema in Italia. Ma i dati forniti dal ministro sembrano far intravedere uno spiraglio di speranza: «Non è vero che i suicidi in carcere sono aumentati. Questo fenomeno dolorosissimo è sempre presente, ma la percentuale rispetto all'anno scorso è stata invertita». Quali sono le misure messe in atto per ridurre le morti in cella? E ancora, sul numero dei detenuti in cella, il ministro ha sottolineato che «non dipende da una produzione normativa eccessiva fatta da noi, ma al numero dei reati».
Insolvenze, la nuova normativa UeDalla responsabilità degli amministratori alle revocatorie: cosa prevede la direttiva Insolvency 2 che punta a riallineare le regole sulla crisiIl numero dei suicidi in cella
Come si legge nel report dell’Associazione Antigone: «Il 2025 è stato un anno tragico, l’ennesimo di un’emergenza, iniziata quattro anni fa, diventata ormai strutturale. Incrociando i dati forniti dal dossier di Ristretti Orizzonti e quelli pubblicati in un recente report del Garante nazionale, almeno 82 persone private della libertà si sono tolte la vita tra gennaio e dicembre 2025. Dall’inizio del 2026 (aggiornato ai primi mesi dell’anno) si sono registrati altri 24 suicidi, per un totale di 106 persone in poco meno di un anno e mezzo.







