di Simona Bertuzzigiovedì 18 giugno 20264' di letturaSe c’è una certezza in questa strada di Monza che scorre tranquilla al limitare del parco di Villa Reale, fra case basse e siepi rigogliose ferme ai fasti di un secolo fa, è l’omone alto due metri con l’accento straniero e una chioma di riccioli neri che tutti chiamano Mimmo l’egiziano. Trent’anni che è in Italia. Altrettanti che fa il custode di un palazzone posto qualche metro più in là e, quando finisce il turno, di tutto il quartiere. Siede su una seggiolina da campeggio all’angolo di via Rovani e osserva quel che accade intorno senza perdere un dettaglio. Non si muove foglia che lui non voglia. Figurarsi i furfanti. Ne ha catturati 41 negli anni, tra spacciatori, rapinatori di ville, ladruncoli, vandali in cerca di casino, delinquentelli da strapazzo che vogliono fare giornata e rompere le balle alla gente onesta. E questo gli è valso la gratitudine di tutta la città e un premio nobilissimo che gli verrà consegnato il 24 giugno all’Arengario: il Giovannino d’oro, l’equivalente del nostro Ambrogino. «Sono felice», dice candidamente, «tanti anni di fatica e sudore... quando me l’hanno detto non ho dormito la notte».Fa un caldo moderato in questa sera che attende l’estate ma è bene premunirsi. E Mimmo - al secolo Mohamed Salah, 54 anni e un fisico da gigante - lo fa di buon grado portandosi una borsa frigo che accomoda ai suoi piedi dove ha riposto gelati, bibite fresche, spuntini vari per gli avventori della via (residenti, padroni di cani, agenti delle forze dell’ordine) che vorranno favorire.