Diciassette rinvii a giudizio, due posizioni stralciate e trentatrè in abbreviato per i 52 imputati, considerati capi e gragari di un’ organizzazione “di matrice ‘ndranghetista”, facente capo alla potente cosca Gallace di Guardavalle, strutturata per gestire un traffico internazionale di stupefacenti dal Perù, Colombia e Brasile, verso Rotterdam, Anversa, Amburgo e vari porti italiani: Gioia Tauro, Livorno, Civitavecchia, Genova e Trieste. Fiumi di droga nascosta in container, ma anche cocaina liquida camuffata nel succo di moringa o imbevuta nelle scatole di cartone di frutta. Il gup distrettuale del Tribunale di Catanzaro ha rinviato a giudizio. Imputati coinvolti nell’inchiesta “Kleopatra”, che punta a far luce su un gruppo criminale ben strutturato finalizzato all’importazione, al trasporto, alla detenzione, alla commercializzazione, alla cessione, a qualsiasi titolo, di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, cocaina eroina, marijuana e hashish. La base direzionale degli affari, per investigatori e inquirenti è Guardavalle, fortino della cosca Gallace, dove gli associati residenti in altri luoghi del territorio nazionale si incontrano per ricevere le direttive strategiche per il sodalizio, sebbene i referenti e le basi logistiche per lo stoccaggio, il temporaneo deposito e la custodia della droga, sono dislocati in diversi luoghi del territorio nazionale.