Ci sono artisti che passano una vita a cercare di uscire dalla propria categoria. E poi c’è David Byrne, che le categorie le ha semplicemente ignorate. Tutti lo conosciamo come il fondatore dei Talking Heads e dalla fine degli anni Settanta con la sua band e poi, dagli anni Novanta, attraverso una carriera solista instancabile, Byrne ha inventato una musica nuova, capace di tenere insieme funk africano, rock americano, musica brasiliana, minimalismo, elettronica, gospel, avanguardia e pop. Una musica profondamente intellettuale che però riesce in un’impresa rarissima: far muovere il corpo mentre stimola la mente. Non è un caso che abbia dato vita a quello che molti considerano il concerto più importante della storia dal punto di vista della performance artistico-visiva, “Stop Making Sense”. Una forza creativa che ha continuato a manifestarsi fino al recente tour “Who Is the Sky?” Ma Byrne non si è mai fermato alla musica. Ha progettato rastrelliere per biciclette a New York, ha realizzato installazioni come quel gigantesco globo gonfiabile che sembrava incapace di trovare posto tra le colonne della Pace Gallery. Ed è proprio la Pace Gallery a ospitare ora “David Byrne / Saul Steinberg: Influence and Affinity”, una mostra che accosta disegni, acquerelli, stampe e collage di Steinberg a opere su carta e a una serie di stendardi inediti di Byrne. Steinberg è stato il grande artista-filosofo dell’America degli anni Quaranta e Cinquanta. Attraverso le sue celebri copertine per il New Yorker e i suoi disegni ironici e affettuosi, ha raccontato le grandezze e le fragilità della società moderna. Byrne ha trovato nel disegno un linguaggio parallelo soprattutto durante il Covid. Anche le sue opere sono assurde e divertenti: tazze che prendono vita, uomini con la testa a forma di grattacielo, figure antropomorfe che sembrano sciogliersi nello spazio. Ha capito una cosa semplice: alcune idee si possono cantare, altre si possono soltanto disegnare. E ogni volta che cambia linguaggio sembra parlarlo da sempre, dimostrando di essere uno dei rarissimi artisti totali del nostro tempo.
Multiforme Byrne
In una mostra che accosta i suoi disegni alle opere di Saul Steinberg il frontman dei Talking Heads si rivela artista totale







