* Human Resources Director Italy Kuehne+Nagel e Responsabile Direzione Istituzionali e Previdenza Arca Fondi SGR

I giovani italiani risparmiano, ma non pianificano. Mettono da parte denaro, ma raramente lo collegano a un progetto di lungo periodo perché faticano a immaginare la propria vita economica tra venti o trent’anni. È qui che si apre uno dei grandi temi del welfare contemporaneo: la previdenza non è più soltanto una questione tecnica o finanziaria, ma culturale. Per anni il dibattito pubblico ha raccontato Millennials e Gen Z come generazioni disinteressate ai soldi e concentrate esclusivamente sul presente. In realtà il quadro è più complesso. Molti giovani risparmiano, anche in condizioni di precarietà e dipendenza economica dalla famiglia. Quello che manca però è il passaggio successivo, ovvero trasformare il risparmio in uno strumento per costruire il futuro.

La pensione, in questo senso, resta un tema distante. Non tanto perché venga ignorata, ma perché appare astratta, quasi irreale. Per chi entra tardi nel mercato del lavoro, cambia più volte occupazione o vive percorsi professionali frammentati, pensare alla previdenza significa confrontarsi con qualcosa di incerto per definizione.