Evasione da film al carcere di Brindisi. Un detenuto 23enne di origini albanesi, Xhuljano Quku, recluso per spaccio e resistenza a pubblico ufficiale, è fuggito dal penitenziario. A una prima ricostruzione, l’uomo all’apertura dei passeggi ha scavalcato il muro che delimita l’area per poi arrampicarsi sul muro di cinta e fuggire, facendo perdere le tracce. Le ricerche si concentrano soprattutto tra Mesagne e Latiano. L’uomo, prima di finire in carcere, aveva abitato a Mesagne e gli investigatori sospettano che lì potrebbe aver trovato rifugio.
A rendere possibile l’evasione – secondo la denuncia del sindacato Sappe – il fatto che l’agente in servizio, oltreché vigilare sui passeggi, era costretto a gestire più posti di servizio “compreso un piccolo reparto – dicono - ove sono rinchiusi detenuti sottoposti a grande sorveglianza. Purtroppo – aggiunge il sindacato – questa situazione è una prassi consolidata a Brindisi come in altre carceri della regione a causa della gravissima carenza di personale di polizia penitenziaria, nonché del sovraffollamento di detenuti che è arrivato nella regione Puglia a sfiorare il 180% a fronte di un 135% nazionale".
Negli scorsi giorni, il sindacato aveva denunciato la grave carenza di personale: a fronte di 270 detenuti, ci sono 120 agenti. La denuncia in una nota al prefetto e al sindaco, Giuseppe Marchionna, con la quale presentavano la situazione di emergenza. "Che nessuno – scrivono – ha voluto vedere a partire dall’amministrazione penitenziaria a cui interessa solo riempire il carcere come un uovo. Proprio per questo il Sappe ha già preparato un esposto che consegnerà nei prossimi giorni alla magistratura di Brindisi e in tutte le procure della regione, ove viene denunciato il fatto che tale grave carenza ed il sovraffollamento non più sopportabile, mette a grave rischio la sicurezza del penitenziario e dei poliziotti".








